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26 mag 2022

Sos turismo, cercansi 2mila lavoratori

Stagione estiva all’orizzonte, ma la Confcommercio denuncia la mancanza di personale. Giorgio Nana (Cgil) difende la Naspi

26 mag 2022
Il presidente di Confcommercio Sondrio, Loretta Credaro con i vertici dell’associazione
Il presidente di Confcommercio Sondrio, Loretta Credaro con i vertici dell’associazione
Il presidente di Confcommercio Sondrio, Loretta Credaro con i vertici dell’associazione
Il presidente di Confcommercio Sondrio, Loretta Credaro con i vertici dell’associazione
Il presidente di Confcommercio Sondrio, Loretta Credaro con i vertici dell’associazione
Il presidente di Confcommercio Sondrio, Loretta Credaro con i vertici dell’associazione

In Valtellina si intravede la ripresa in tutto il settore turistico, oltre che in quello agroalimentare, ma c’è una problematica che non lascia tranquilli gli imprenditori: la carenza di personale specializzato, soprattutto nella ristorazione e nella ricettività. Un problema enorme e di difficile soluzione quantomeno nell’immediato, tanto da assumere le caratteristiche di una nuova emergenza. Su questo punto si è soffermata la presidente dell’Unione del commercio e del turismo loretta Credaro.

"In vista della stagione estiva, sta diventando drammatica per le nostre attività, e in tanti settori, la difficoltà nel reperimento della forza lavoro: secondo le stime, nella nostra provincia il problema riguarda ben 2.000 lavoratori stagionali. Si tratta di una tendenza purtroppo già in atto da qualche tempo non solo in Valtellina e Valchiavenna". In primis c’è un esodo (del tutto normale vista la disparità di trattamento economico) verso la Confederazione Elvetica. "Nella vicina Svizzera un cameriere o un cuoco sono pagati molto di più e, quindi, si è creato un vero e proprio esodo di lavoratori (come dimostra anche il caso di Livigno: dati recenti parlano addirittura di 600 frontalieri, contro invece i 200 di due anni fa, che ogni giorno si recano in Engadina). Siamo di fronte, dunque, a un vero allarme rosso". Ma quali le cause di questa impasse? "Siamo di fronte a un cambiamento epocale di mentalità e abitudini, a una frattura rispetto alla generazione del lavoro e dei doveri del passato, oggi sostituita da quella dei soli diritti, come insegna la deriva consumistica del tutto e subito. Il risultato è che molti giovani hanno smarrito il senso di responsabilità e non considerano più il lavoro e il sacrificio come doveri e principi cardine". Capitolo a parte meritano gli ammortizzatori sociali. "Non ce l’abbiamo con la cassa integrazione e con il reddito di cittadinanza, ma contro il loro uso distorto. Il reddito di cittadinanza, così come viene fruito, sta continuando a produrre dei veri disastri in tanti settori economici… Occorre inoltre indagare sugli effetti che sta producendo la politica degenerativa di alcuni ammortizzatori sociali. Ma vi sembra giusto che la Naspi indennizzi il lavoro per sua natura a termine, come il lavoro stagionale?".

Di questo ne abbiamo parlato con Giorgio Nana della Cgil che, pur condividendo le preoccupazioni per la mancanza di personale, sostiene che "la Naspi permette a uno stagionale che lavora da dicembre a maggio di avere una indennità pari a metà stipendio per 3 mesi. Poi per gli altri mesi uno si deve arrangiare e infatti in moltissimi lavorano anche d’estate per poi ricominciare l’inverno successivo. Per quel che riguarda, invece, il lavoro in Svizzera, noi in Valtellina, così come quelle ragioni limitrofe, sono penalizzate perché la differenza tra gli stipendi è abissale e quindi ognuno fa giustamente la sua scelta". Fulvio D’Eri

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