Quello che resta della legnaia
Quello che resta della legnaia

Sondalo (Sondrio), 28 settembre 2019 - È convinto che si sia trattato di un incendio doloso e spera anche di poter dare presto un volto alla persona che gli avrebbe portato via il lavoro di una vita, suo e di suo nonno. È arrabbiato Davide Sozzoni, proprietario della legnaia andata letteralmente in fumo nella notte tra mercoledì e giovedì a Sondalo, in località Sommacologna, una zona piuttosto isolata. Le fiamme sono state avvistate da un residente poco dopo mezzanotte e sul posto sono giunte squadre dei Vigili del fuoco di Valdisotto e volontari di Grosio. Nonostante il tempestivo intervento dei pompieri, al lavoro fino alle 5 con 10 uomini e tre autobotti, sono andate distrutte sia la tettoia di 40 mQ che la legnaia con il suo contenuto di circa 300 quintali di legna da ardere. Da subito si era esclusa come causa dello spaventoso rogo un cortocircuito: la struttura era situata su un terrazzamento non servita da elettricità. E nonostante sul posto non sembra sia stato trovato alcun residuo di innesco, Sozzoni è sicuro che si tratti di dolo, anche se non sembra avere idea di chi possa essere l’autore del terribile gesto.

«Se qualcuno aveva problemi con me ne potevamo parlare – si sfoga Sozzoni anche sui social network, e in particolare sulla pagina Facebook “Sei di Sondalo se” -. Ma sono fiducioso che tutto non sia perduto, la tecnologia fa miracoli e pure le fototrappole». Il proprietario della tettoia e della legnaia, infatti, aveva installato nella zona delle fototrappole e ora la sua speranza è che qualcosa si sia salvato e abbia immortalato il piromane. «Io e mio nonno Cirillo ringraziamo per aver bruciato in poche ore le fatiche di mesi – scrive sarcastico su Facebook -. Con quello che ho passato non sono certo 300 quintali di legna in fumo che mi fermeranno, cammino sempre a testa alta, tu, invece, - si è rivolto a chi gli ha bruciato tettoia e legnaia - sei già fermo». Nelle sue parole tanta rabbia, ma anche la voglia di ricominciare così come di dare un volto a colui che pensa abbia dato fuoco alla struttura che per lui valeva tanto. E stanno lavorando sia gli esperti del Comando provinciale dei Vigili del fuoco, che ieri hanno effettuato un nuovo sopralluogo, che i carabinieri di Tirano.