Si muore ancora “di lavoro“. Finanziamenti alle aziende per adeguare i macchinari

I dati dell’Inail, che punta a formazione e prevenzione

In provincia di Sondrio diminuiscono le denunce di infortunio sul lavoro ma aumentano quelle mortali. È quanto emerge dai dati Inail, resi noti dal Comitato consultivo provinciale: nel 2023 ci sono state 2.070 denunce di infortunio, di cui 5 su casi mortali, mentre nel 2022 le denunce erano state 2.204, su 3 mortali.

La piaga delle morti sul luogo di lavoro è molto sentita su tutto il territorio nazionale e gli organi preposti stanno lavorando per migliorare una situazione che, a livello regionale, nel 2023 ha visto 109.849 denunce, di cui 155 su casi mortali, a fronte delle 131.692 denunce dell’anno precedente, di cui 164 su mortali.

"Purtroppo, malgrado gli sforzi compiuti negli ultimi anni – dice Giorgio Nana, presidente uscente del Comitato consultivo provinciale dell’Inail - in Italia, ma anche in Lombardia e in provincia di Sondrio, si continua a morire “di lavoro“. L’Inail si sta muovendo, soprattutto attraverso i bandi Isi, e dal 2010 ad oggi ha stanziato oltre 3.5 miliardi di euro a fondo perduto per le aziende che cambiano o adeguano i macchinari per rendere più sicuro il lavoro. E sono tante le imprese valtellinesi che hanno chiesto di usufruire di questi fondi. Importante poi in questi anni la nascita di enti bilaterali in alcuni settori dove non erano presenti (agricoltura per esempio), per la formazione di responsabili alla sicurezza. Infine vorrei sottolineare l’importanza dell’alternanza scuola-lavoro che, nonostante gli infortuni (tanti) degli ultimi anni, non deve assolutamente venir meno. Naturalmente deve essere un’attività eseguita in modo serio, rispettando alla lettera le norme esistenti".

Fulvio D’Eri