I carabinieri forestali mettono i sigilli
I carabinieri forestali mettono i sigilli

Novate Mezzola (Sondrio), 12 luglio 2018 - Si è aperto un altro capitolo dell’iter processuale legato all’area ex Falck di Novate Mezzola: nel pomeriggio di ieri gli uomini del Comando provinciale Forestale dei carabinieri hanno posto sotto sequestro probatorio la discarica del Giumello – nel Comune di Samolaco – e parte dell’ex area industriale. Entrambe le zone poste sotto sigillo venivano utilizzate per interrare le scorie derivate dagli scarti della lavorazione dell’acciaio, ricche di cromo esavalente, sostanza altamente nociva e cancerogena. La speranza è quella di riuscire ad accertare i reali livelli di inquinamento presenti nel terreno e, presumibilmente, nell’area circostante, adiacente al lago di Novate Mezzola. Rimane infatti elevato il rischio che il lago, vicino alla riserva del Pian di Spagna, area umida protetta più grande d’Europa, possa essere stato raggiunto dal metallo pesante. Questo sequestro segue quello già effettuato nell’aprile dell’anno scorso quando, al centro dell’indagine, iniziata negli ultimi mesi del 2016, si erano venuti a trovare i piezometri, le vasche e i pozzi d’ispezione che costituiscono la rete di monitoraggio delle acque limitrofe alla vecchia area industriale.

A commentare gli ultimi sviluppi i membri del Comitato “Salute ambiente valli e lago”, costituitosi nel 2014 e protagonista di numerose iniziative, l’ultima solamente pochi giorni fa, con lo scopo di accendere i riflettori sulla problematica legata all’inquinamento del lago: "Siamo molto contenti – dicela portavoce Alessia Triulzi – nel constatare l’attuazione dei provvedimenti che indicano un reale interesse, da parte delle autorità giudiziarie, nel voler andare a fondo della situazione che, ormai da troppi anni, incombe sulla Valchiavenna. La questione merita un pronto epilogo, soprattutto per salvaguardare la salute dei luoghi e delle persone". Sullo stesso tono il commento del sindaco di Novate Mezzola, già costituitosi parte offesa, Mariuccia Copes: "È importante che le indagini si possano concludere il prima possibile con un esito certo e che si possa andare a fondo della faccenda. Mi auguro che se dovessero emergere delle irregolarità i responsabili vengano individuati. La nostra amministrazione farà tutto il possibile per tutelare e salvaguardare la salute dei cittadini".

Nonostante l’iter processuale sia ancora agli inizi – l’ultima seduta dell’incidente probatorio si è svolta il 28 febbraio – il problema della Falck è annoso: l’impianto siderurgico, aperto negli anni Sessanta e chiuso nel 1991, ha lasciato certamente un’eredità difficile da gestire. Due le ipotesi, avanzate all’epoca, per gestire l’area industriale: la bonifica totale del terreno oppure la sua messa in sicurezza. Aspro e a tratti inquietante il dibattito su quale fosse la soluzione migliore da adottare ma, alla fine, si arrivò alla stipulazione di un accordo con la nuova proprietà che prevedeva la messa in sicurezza del sito, tramite la copertura delle scorie con un cappotto impermeabile. L’intervento, però, lascerebbe aperti molti dubbi: rimangono infatti visibili, soprattutto durante le giornate di pioggia, delle tracce di percolato giallastro – gli inquirenti accerteranno la pericolosità o meno di tali suppurati – sul muro sottostante la zona di interramento. Ancora più preoccupante appare la situazione alla discarica del Giumello: qui alcune testimonianze riferirebbero come le scorie siano state coperte unicamente da teli di plastica, protezione insufficiente per tutelare la sottostante falda acquifera.