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5 mag 2022

“sConfini”, per ricordare povertà e contrabbando

Nella foto in bianco e nero la dura vita degli spalloni
Nella foto in bianco e nero la dura vita degli spalloni
Nella foto in bianco e nero la dura vita degli spalloni

Due terre legate a filo doppio la Valposchiavo e la Valtellina anche dal contrabbando che oggi se non è sparito ha decisamente cambiato pelle, lasciando però ricordi e memorie che fino all’8 maggio saranno protagoniste del festival "sConfini". L’iniziativa è promossa dal Centro culturale Casa Besta e dal MET Museo Etnografico Tiranese, in collaborazione con Valposchiavo Turismo e Consorzio turistico Media Valtellina. "Questo festival è pensato per la popolazione locale e per i turisti che giungono da oltre Bernina o da al di fuori della Valtellina – spiegano gli organizzatori - Il fenomeno del contrabbando ha caratterizzato per quasi due secoli la vita degli abitanti di confine fra Valposchiavo e Valtellina. Nonostante sia risaputo che un tempo il contrabbando appartenesse alla realtà economica della regione, sono sempre meno coloro che ne conoscono i dettagli storici e sociali. Lo scopo di sConfini è quello di mantenere viva la memoria su questi aspetti del passato ed evitare che importanti testimonianze vadano perdute per sempre". Il festival è riuscito a mettere d’accordo anche ex-finanzieri ed ex-spalloni che hanno collaborato insieme alla creazione del "Sentiero del contrabbando" che domenica si potrà visitare salendo da Viano a Baruffini nel corso di un’escursione ricca di fascino. Visto il tema non poteva mancare la presenza di Davide Van De Sfroos che al tema del contrabbando si è ispirato per il suo nome d’arte e per una serie di canzoni memorabili come "La ninna nanna del contrabbandiere" e "La ballata del Cimino". L’appuntamento è sabato sera alle 20 in piazza a Poschiavo con i biglietti che si possono prenotare al sito info@valposchiavo.ch in vendita a 40 franchi per gli adulti, 20 per i ragazzi dai 13 ai 16 anni e gratuiti per i bambini fino a 12.

Roberto Canali

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