Sanità
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Sondrio, 1 dicembre 2018 - L’atteso invito dei tecnici del Politecnico di Milano – incaricati di condurre un approfondito studio sul potenziamento dei presidi ospedalieri della provincia di Sondrio – ai tre comitati in difesa dei nosocomi presenti su Valtellina e Valchiavenna è finalmente arrivato.

Gli attivisti dei sodalizi civici di Chiavenna, Morbegno e Sondalo incontreranno, il 12 dicembre a Sondrio, gli ingegneri gestionali provenienti da Milano incaricati dai vertici regionali, nella scorsa estate – l’annuncio era stato dato nelle ore immediatamente successive alla comunicazione della chiusura del punto nascite dell’ospedale di Chiavenna – di studiare un progetto volto a promuovere la riqualificazione della rete ospedaliera esistente sul territorio. La commissione prevede, nella fase di avvio, un momento di ascolto degli stakeholders attraverso un programma di audizioni per raccogliere contributi conoscitivi della realtà territoriale da diverse angolazioni. I comitati, quindi, avranno l’occasione di portare il proprio punto di vista e le proprie istanze su di un tavolo istituzionale, alla presenza di tecnici, referenti politici e rappresentati dell’Azienda socio sanitaria territoriale ValtLario. «Ci auguriamo - commenta Elisa Casati, portavoce del comitato «Insieme per l’ospedale di Chiavenna», attivo nella difesa del presidio ospedaliero della Città del Mera – che quest’incontro sia frutto di un reale interesse e non un semplice «contentino» dato al territorio». Della stessa opinione anche Monia Mazzoni, rappresentante del comitato «Salviamo la nostra sanità» operante a Morbegno: «Le considerazioni andranno ovviamente fatte una volta concluso l’incontro – aggiunge  – ma, comunque, questo è almeno un bel segnale, che dà la possibilità ai comitati di esprimersi e di rivendicare le proprie ragioni».

A guardare con speranza al prossimo incontro anche Ilaria Peraldini, del comitato, attivo a Sondalo, «In difesa della sanità di montagna»: «Ci auguriamo che dall’incontro possa scaturire una risposta in grado di soddisfare i bisogni di tutti i cittadini della provincia. Positivo che i tecnici arriveranno in provincia, in quanto avranno una chiara percezione delle difficoltà legate alla conformazione del nostro territorio. Nell’assemblea dei sindaci di alcune settimane fa si era paventata l’ipotesi, a mio parere deleteria, di un ospedale unico per Valtellina e Valchiavenna, in grado di soddisfare i bisogni sia di Madesimo sia di Livigno. Mi auguro che il lavoro delle prossime settimane non vada assolutamente in quella direzione».