Alcuni profughi (Foto Schicchi)
Alcuni profughi (Foto Schicchi)

Lovero, 20 ottobre 2016 - Arriveranno il 25 dicembre, una data simbolica che vuole richiamare senza dubbio la nascita di Gesù e una vicenda storica che per certi versi ha molto in comune con la storia della famiglia di profughi che il giorno di Natale andranno ufficialmente ad abitare nella casa parrocchiale di Lovero. Il parroco dei sei campanili (Lovero, Sernio, Mazzo, Vervio, Rogorbello e Tovo), don Gianluca Dei Cas, ha annunciato durante la Messa di domenica scorsa la decisione presa dalla Parrocchia, pronta ad accogliere una famiglia di profughi composta da quattro o cinque persone. Gli immigrati, che verranno poi scelti dalla Prefettura tra quelli in arrivo in Valtellina, verranno ospitati presso la casa attigua alla chiesa parrocchiale di Lovero. Non solo: ad occuparsi del sostentamento economico della famiglia saranno, in modo totalmente volontario, le famiglie della comunità parrocchiale, ognuno per quanto nelle proprie possibilità.

Il parroco dei sei campanili (Lovero, Sernio, Mazzo di Valtellina, Vervio, Rogorbello e Tovo), don Gianluca Dei Cas, ha annunciato durante la Messa di domenica scorsa la decisione presa dalla Parrocchia (N.P.)

«Ha parlato bene Papa Francesco in una sua recente omelia – afferma don Gianluca Dei Cas riferendosi, in generale, alle persone contrarie all’accoglienza – se sei cristiano lo dimostri anche in queste occasioni; non solo su questo, ma anche su questo». La data prevista per l’arrivo della famiglia, come detto, è stata fissata per il 25 dicembre, anche se si tratta più che altro di una data simbolica. «Anche Gesù non ha trovato accoglienza quando è nato – ha chiosato il parroco – speriamo che questa esperienza comunitaria possa far maturare pensieri positivi».

Certo è che questa decisione non è stata bene accolta da tutta la popolazione, che comunque sarà meglio informata in merito e potrà conoscere le modalità di gestione dell’accoglienza della famiglia di profughi nel corso dell’incontro organizzato per giovedì 27 ottobre alle ore 20.45 presso la casa parrocchiale di Lovero. Infatti, nonostante la decisione di non far pesare sulle spalle della comunità i costi economici dell’accoglienza (la parrocchia ha anche deciso di rinunciare ai 35 euro al giorno garantiti dallo Stato), molte persone, sopratutto sui social network, si sono espresse con commenti xenofobi. «Sempre peggio… – è stato il post di un padre di famiglia di Lovero che ha voluto dire la sua sull’argomento – per me moriranno di fame».