Il presidente della Federazione autotrasportatori  Matteo Lorenzo De Campo (Nationalpress)
Il presidente della Federazione autotrasportatori Matteo Lorenzo De Campo (Nationalpress)

Gordona (Sondrio), 27 marzo 2017 - ​Prosegue la ricognizione della Provincia di Sondrio su ponti e viadotti delle strade di sua competenza. Inutile negare che si tratti di un’attività avviata dopo la tragedia avvenuta a fine ottobre scorso ad Annone Brianza: dopo il crollo del ponte, infatti, la Provincia ha deciso di controllare, uno ad uno, tutte le strutture che si trovano sulla viabilità extra statale per verificarne lo stato e scongiurare qualsiasi tipo di pericolo. E non sono mancate, in questi cinque mesi, ordinanze per limitare la velocità o il peso dei mezzi in transito. L’ultima in ordine di tempo riguarda il ponte sul Crozza lungo la Trivulzia nel territorio comunale di Gordona: dopo la prima ordinanza della scorsa settimana, una nuova è stata emanata nei giorni scorsi per integrarla.

«A seguito di verifica delle caratteristiche costruttive dei manufatti stradali e del loro stato di servizio era stata disposta la limitazione del traffico a senso unico alternato con velocità massima di 30 chilometri orari – si legge nel documento –. Vista la relazione del tecnico Marco Scaramellini da Sondrio, è emersa la necessità di ridurre il limite di massa sul ponte e quindi vietare il transito ai veicoli aventi massa superiore a 20 tonnellate, di imporre la distanza minima tra un veicolo e l’altro in transito a 15 metri e di interdire il passaggio dei pedoni sulle fasce laterali della carreggiata del ponte». E questa non rimarrà l’ultima ordinanza: sono in corso accertamenti, infatti, anche su alcuni ponti nei territori comunali di Colorina e Berbenno, e non solo.

«Non possiamo che vedere questo tipo di lavoro di ricognizione delle infrastrutture come una nota positiva – commenta Matteo Lorenzo De Campo, presidente della Federazione autotrasportatori in seno all’Unione Cts della provincia di Sondrio –. E’ sicuramente raccomandabile che la viabilità venga monitorata, così da anticipare ed evitare eventi catastrofici e non dover ritrovarsi a parlare dopo di eventuali problemi. Ed è ovvio che, se c’è la necessità e un pericolo incombente, sia giusto inibire la circolazione, ma si deve in ogni caso valutare alternative, anche se queste comportano investimenti strutturali importanti. Ad oggi non sono stati segnalati dagli autotrasportatori problemi di alcun genere, dove il traffico è stato interdetto esiste comunque una viabilità alternativa».

susanna.zambon@ilgiorno.net