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31 mag 2020
31 mag 2020

Piuro, dagli scavi archeologici spunta un antico villaggio

Un'importante area storica, nella zona travolta da una grossa frana nel 1618, che potrebbe rappresentare presto anche un'attrattiva turistica per la località

31 mag 2020
PIURO, SCAVI ARCHEOLOGICI - FOTO (ANP)
Gli scavi archeologici a Piuro
PIURO, SCAVI ARCHEOLOGICI - FOTO (ANP)
Gli scavi archeologici a Piuro

Sondrio, 31 maggio 2020 - Piuro, in provincia di Sondrio, è conosciuta anche come la Pompei del nord per la sua sfarzosa ricchezza e perchè è stata sepolta da una grossa frana il 4 settembre del 1618, uno dei più grandi disastri nella storia delle Alpi.

I lavori per portare alla luce il villaggio travolto non si sono mai fermati. La ricerca archeologica sul sito, dopo 6 settimane di scavi, ha fatto ora emergere
rovine di edifici e aree dell'antico villaggio. Un'importante area storica che potrebbe rappresentare presto anche un'attrattiva turistica per la località al confine con la Svizzera.

Gli oltre 60 fra studenti e ricercatori dell'Università di Verona, coordinati dal professor Fabio Saggioro, che si sono alternati nell'intervento archeologico, hanno accertato che diversi edifici del Mot del Castel erano stati abbandonati per tempo, prima della calamità, e la zona risultava composta, in prevalenza, di spazi aperti e orti. Il paese aveva già mutato aspetto rispetto alla fisionomia che aveva in epoca medioevale.

"Sino infatti al 1300/1400 - spiega il professor Saggioro, docente di Archeologia Medioevale dell'ateneo di Verona - la collinetta ospitava strutture, edifici e abitazioni: una sorta, probabilmente, di piccolo borgo arroccato su una modesta altura. L'origine dell'occupazione di questa zona sembra doversi datare già nei secoli altomedioevali, almeno dal X secolo, come testimonia anche il ritrovamento di una moneta dei re Ugo e Lotario. Ma anche monete più tarde, databili tra XII e XIII secolo, sono state rinvenute tra le rovine degli edifici scavati".

Lo staff del professor Saggioro, inoltre, ha scoperto pentole e vasellame da cucina e mensa tutte in pietra ollare, risalenti al 1300. "Al limite attuale dello scavo - rivela Saggioro - sono emerse alcune sepolture che ci spingono a ipotizzare che, non a grande distanza, potremo trovare anche un edificio religioso".

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