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1 apr 2022

"Abusi su giovani pazienti". Pediatra condannato

Sondrio, in Appello ribaltata la sentenza di primo grado del dicembre 2018. I giudici hanno inflitto (con lo sconto del rito scelto) quattro anni e 8 mesi

michele pusterla
Cronaca
L’avvocato Francesco Romualdi ha difeso il medico col collega Eriberto Rosso
L’avvocato Francesco Romualdi ha difeso il medico

Sondrio - La sentenza d’assoluzione di 1° grado, pronunciata nel dicembre 2018 dal gip di Sondrio, è stata ribaltata in Appello a Milano. Ed è arrivata una pesante condanna per l’imputato, l’affermato pediatra sondriese Andrea Scherini, oggi 77enne, al quale sono stati inflitti 4 anni e otto mesi di reclusione. Era accusato di violenza sessuale a danno di minori: un’imputazione pesante come un macigno.

Una condanna, tra l’altro, scaturita dal processo con rito abbreviato, quindi con lo sconto di un terzo della pena per l’imputato: un verdetto severo, a detta di taluni, se si considera che i giudici milanesi hanno anche considerato la lieve entità dei fatti contestati. Si tratta, dunque, di un’altra indagine della Squadra Mobile della questura di Sondrio, come quella precedente a carico del ginecologo Domenico Spellecchia (assolto a Sondrio, condannato a Milano), all’epoca dei fatti in servizio all’ospedale di Chiavenna, che trova piena soddisfazione e riscontro nell’importante giudizio di Appello, dopo che invece nel primo grado, nel capoluogo valtellinese, si era sciolta come neve al sole di primavera.

Non così, invece, per la prima sezione penale della Corte d’Appello di Milano che ha dato pieno valore all’attività investigativa dei detective del dirigente della Mobile, il vice questore Carlo Bartelli, i quali, durante l’inchiesta, si erano avvalsi anche di microcamere piazzate nello studio, dove il professionista riceveva i giovani pazienti, quasi sempre accompagnati dalle madri. L’inchiesta scattò dopo la denuncia della mamma di un maschietto e poi il caso si allargò ed emersero altre presunte vittime (tutte ragazze). Furono 7 gli episodi che fecero finire il dottor Scherini agli arresti domiciliari.

Ma l’avvocato del medico, Francesco Romualdi di Sondrio, argomentò che le riprese video, estrapolate dal contesto generale della visita, non dimostravano che ci furono atteggiamenti sessuali. E il gip Giorgi ordinò una nuova perizia e l’imputato venne assolto "perchè il fatto non costituisce reato". Di parere totalmente opposto i giudici di Appello che hanno condannato Scherini a 4 anni e 8 mesi, concedendogli l’attenuante prevista dall’art. 609 bis comma 3 del Codice penale ("per la lieve compromissione della libertà sessuale del minore, nonchè per la lieve entità delle vicende delittuose, connotate da mancata consumazione di un rapporto sessuale completo e per l’occasionalità e limitato numero di episodi") prevalente sulle aggravanti. Tra 60 giorni le motivazioni, poi i legali Romualdi e Eriberto Rosso, che hanno difeso l’imputato, valuteranno l’eventuale ricorso in Cassazione.

 

 

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