I rifiuti in buone condizioni venivano messi da parte e rivenduti Per questo gli addetti alla discarica sono stati denunciati
I rifiuti in buone condizioni venivano messi da parte e rivenduti Per questo gli addetti alla discarica sono stati denunciati
Rubavano vecchi mobili, elettrodomestici, attrezzi da lavoro, giocattoli e rifiuti che potevano essere riutilizzati dalla discarica per rivenderli e tenersi i soldi incassati. Per questo cinque netturbini che lavoravano alla piattaforma ecologica di Merate sono stati denunciati. Con loro sono finiti nei guai anche tre complici, ma il sospetto è che il giro sia ancora più ampio, per questo le indagini proseguono. Sono stati gli agenti della Polizia locale a smascherarli, dopo le...

Rubavano vecchi mobili, elettrodomestici, attrezzi da lavoro, giocattoli e rifiuti che potevano essere riutilizzati dalla discarica per rivenderli e tenersi i soldi incassati. Per questo cinque netturbini che lavoravano alla piattaforma ecologica di Merate sono stati denunciati. Con loro sono finiti nei guai anche tre complici, ma il sospetto è che il giro sia ancora più ampio, per questo le indagini proseguono. Sono stati gli agenti della Polizia locale a smascherarli, dopo le "soffiate" di alcuni cittadini, tra cui un assessore. Gli otto sono stati inchiodati anche grazie alle telecamere del sistema di videosorveglianza municipale: le immagini registrate mostrano chiaramente i cinque addetti, dipendenti della ditta "Colombo Biagio" di Villasanta i cui operatori gestiscono la discarica di via della Ca’ Rossa a Brugarolo, prendersi tranquillamente alla luce del sole parecchie cianfrusaglie buttate nei diversi cassonetti. In alcuni casi chiedevano di potersene appropriare direttamente a chi se ne stava per disfare per passarle subiti ai tre complici che stazionavano alla piattaforma ecologica spacciandosi in qualche modo per loro aiutanti pur non essendo autorizzati. In cambio avrebbero incassato mance e soldi, o parte del guadagno realizzato rivendendo quanto recuperato dalla discarica. Hanno prelevato soprattutto mobilio, arredi, elettrodomestici e arnesi considerati immondizia da chi li ha gettati ma che evidentemente spazzatura in realtà non era perché, rivendibili e utilizzabili una volta sistemati e aggiustati.

I cinque operatori ecologici, in attesa dell’eventuale processo a loro carico, sono stati rimpiazzati da colleghi su richiesta dei responsabili di Silea, la Spa pubblica della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in provincia di Lecco a cui fanno capo pure le piattaforme ecologiche. "Insieme agli altre tre cittadini privati sono indagati per aver sottratto beni, al fine di trarne profitto, dall’isola ecologica – spiega il comandante della Polizia locale di Merate Davide Mondella-. L’ipotesi di reato è furto aggravato. Chi si appropria di beni abbandonati nei cassonetti commette un reato, perché il bene, nel momento in cui viene gettato nel cassonetto, diventa di proprietà comunale. I beni, anche se dismessi, conservano comunque un valore economico e in caso di furto, tale condotta è da ritenersi aggravata, in quanto il luogo adibito alla raccolta di rifiuti è uno stabilimento pubblico".

Daniele De Salvo