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22 apr 2022

Oltre 15mila tra residenti e non In due mesi sono raddoppiati i numeri della comunità ucraina

Sono oltre 7.300 gli ucraini accolti nella provincia di Brescia, di cui 1.700 nel solo capoluogo. In Lombardia sono 38.069. Di fatto in due mesi si sono raddoppiati i numeri della comunità ucraina presente nel Bresciano: dagli 8mila residenti si è passati ad oltre 15mila da quando è iniziata l’aggressione della Russia. "Abbiamo notizia di rientri – spiega Marco Fenaroli, assessore comunale ai Servizi sociali – ma credo che il desiderio di tornare in patria non sarà di facile attuazione nell’immediato".

L’osservatorio dei Servizi sociali del Comune rileva che la maggior parte di chi è scappato dalla guerra si sta adoperando per cercare lavoro e sistemazioni stabili. "I dati – sottolinea il sindaco Emilio Del Bono – segnalano un rallentamento degli arrivi. Siamo passati dai 100 al giorno ai 35-50 al giorno. Non significa che l’esodo sia finito: va gestito e coordinato con intelligenza".

In questa direzione va il nuovo centro di distribuzione di generi di prima necessità, nella sede dell’ex Omb (via Chiappa 27, apertura sabato e domenica dalle 9 alle 16 per chi è in città), che servirà a dare una risposta ad una delle esigenze più pressanti dell’accoglienza, ovvero l’approvvigionamento di beni alimentari. Basti pensare che alla parrocchia della Conversione di San Paolo, a Brescia, ogni giorno si rivolgono 70 famiglie ucraine per i pacchi viveri.

Il nuovo centro all’ex Omb sarà gestito dal comitato bresciano di Croce rossa italiana, con la collaborazione di Caritas diocesana di Brescia, Cooperativa Cauto e Maremosso, mediante un accordo progettuale con il Comune di Brescia. Sarà il punto di distribuzione centrale per chi non è inserito nei canali istituzionali di accoglienza come Cas e Sai, “liberando“ altre associazioni che si occupano di distribuzione di viveri perché possano dedicarsi ad altre situazioni di povertà.

"I pacchi saranno commisurati alle esigenze di ogni nucleo familiare, con una valenza di 15 giorni – spiega Carolina David, presidente Croce rossa Brescia –. È importante aver creato questo coordinamento: per la prima volta riusciamo a coordinare le associazioni nel fornire una risposta univoca a bisogni di una fascia debole".

F.P.

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