Giorgio Rocca
Giorgio Rocca

Sondrio, 28 giugno 2019 - Giorgio Rocca ha seguito con trepidazione in piazza Garibaldi la cerimonia di assegnazione delle Olimpiadi e l’ha fatto con grande, grandissimo, trasporto emotivo. Terminata la brillante carriera sugli sci, "Re" Giorgio ha messo in piedi la Giorgio Rocca Ski Academy che opera sia in Svizzera sia a Livigno. Lunedì, intorno alle 16, dopo aver posato per le foto di rito e aver effettuato collegamenti in diretta con la Rai, ha dovuto lasciare la centralissima piazza sondriese per impegni personali e di lavoro.

«Ero in macchina e mi sono sintonizzato sulla radio per ascoltare il verdetto – dice Giorgio Rocca -, quando hanno comunicato la vittoria di Milano Cortina ho provato una grandissima emozione. Una gioia incredibile. <WC>È<WC1> stata proprio una bella sensazione anche perché da ambassador ho seguito le varie fasi di questa candidatura. Siamo stati veramente bravi, parlo di noi come italiani, perché siamo riusciti a rimanere uniti, a proporre un’immagine unitaria del progetto. Politici, sportivi, ex sportivi e località coinvolte hanno remato veramente nella stessa direzione, tutti insieme nel puro spirito olimpico. Sono veramente felice per la Valtellina perché questa designazione potrebbe permettere a tutta la provincia di Sondrio, a tutte le località turistiche, di ritornare a spiccare il volo. Potrebbero ritornare i favolosi anni ’80 per tutta la Valtellina». Il ruolo di ambassador è prestigioso ma conoscendola sappiamo che predilige i ruoli più attivi. Le piacerebbe essere coinvolto in maniera ancora maggiore nel percorso olimpico? «Certamente, mi farebbe molto piacere essere coinvolto e recitare un ruolo più istituzionale e più operativo.

Per esempio potrei essere coinvolto su Bormio dove verranno organizzate tutte le gare di sci alpino e potrei essere d’aiuto anche a Livigno che dovrà allestire le prove di snowboard e freestyle. Essere ambassador mi lusinga, ma sarei ancora più contento se avessi un ruolo più "concreto". A Livigno (tranne per quel che riguarda il Villaggio Olimpico) e a Bormio le piste olimpiche ci sono già. Ci sono delle opere, invece, che andrebbero costruite? «Sicuramente qualcosa si farà… mi auguro, per esempio, che a Livigno venga costruito il collegamento tra i due versanti (Mottolino da una parte e Carosello 3000 dall’altra, ndr) entro un paio di anni. Livigno è sempre più una delle località turistiche più cool d’Italia, non può permettersi di non avere questo collegamento». Le Olimpiadi devono o dovrebbero essere un’opportunità. In molti hanno notato le carenze della viabilità della Valtellina. Riusciremo a cogliere l’occasione per creare strade e ferrovie più moderne e veloci? «La domanda è lecita e legittima, è stata un’osservazione anche da parte dei membri del Cio. Credo che verrà rivisto tutto il sistema viario, sicuramente la rete ferroviaria Milano–Tirano verrà potenziata e velocizzata mentre a livello di strada bisognerebbe realizzare il collegamento veloce tra Morbegno e Tirano». Non fa una grinza!