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12 mar 2022

Neolaureati in tribunale per smaltire gli arretrati

L’Università di Bergamo collaborerà con giudici e magistrati per ridurre i tempi della giustizia

L’Università si mette al servizio della giustizia, con giovani giuristi, ma anche ingegneri gestionali, informatici ed esperti di statistica, che avranno il compito di elaborare nuovi modelli gestionali e di lavoro che consentano di smaltire l’annoso arretrato di fascicoli. È il progetto "Next Generation Upp", in partenza in questi giorni nel tribunale di Bergamo di via Borfuro e in altri palazzi di giustizia italiani, grazie ad una serie di bandi per borse di studio e assegni di ricerca promossi dall’Università di Bergamo e da quella di Brescia, per i quali il ministero della Giustizia ha stanziato un milione di euro. "I nostri studenti - spiega la professoressa Elisabetta Bani, a capo del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bergamo - entreranno in contatto con magistrati e personale degli uffici e con loro collaboreranno ad individuare eventuali punti critici e ad elaborare i nuovi modelli gestionali". Quattro le linee di intervento: il primo step è la raccolta dati rispetto alla situazione attuale; il secondo riguarda la gestione e lo smaltimento dell’arretrato; il terzo è arrivare all’elaborazione di nuovi modelli e alla loro sperimentazione; il quarto punto è fare tesoro di questo percorso sul campo per rivedere e migliorare i modelli formativi universitari.

"Con questi bandi - sottolinea Daniela D’Adamo, docente di Diritto Processuale Civile all’Università di Bergamo - i laureati si mettono al servizio del sistema giuridico, per conseguire gli obiettivi del Pnrr, implementando modelli per una giustizia più veloce". I primi bandi, rivolti ai laureati under 35, sono stati pubblicati ed altri sono in arrivo. Per il momento sono già previste tre borse e tre assegni di ricerca sul sito dell’Università di Bergamo. Altri si trovano sul portale dell’università di Brescia.

Michele Andreucci

© Riproduzione riservata

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