Sondrio, 25 febbraio 2018 - Si può applicare a tutte le categorie il pensiero che Loretta Credaro, presidente dell’Unione commercio e turismo di Sondrio, esprime sul progetto di Coldiretti di creare un mercato coperto da-vanti alla stazione, nell’ex deposito Perego. Non dice no a priori, ma crede nella necessità di fare delle valutazioni condivise, che non ledano gli interessi di nessuno. Prima di dare un giudizio sull’argomento, bisogna fare una serie di considerazioni che «valgono per Coldiretti, ma, allo stesso modo, varrebbero anche per noi», specifica.

Per prima cosa, «capiamo se, a Sondrio, serve davvero un luogo del genere. Io preferirei tenere le persone dentro la città piuttosto che fuori, e in questo il mercato coperto può far gioco, a patto che non inneschi logiche di contrapposizione commerciale. Deve prevalere l’interesse comune, per questo è necessario spogliarsi dalle casacche, sedersi a un tavolo e dialogare», spiega. In secondo luogo, se servisse, «bisognerebbe valutare il flusso dei potenziali fruitori» e/o «pensare a qualcosa di condiviso tra più attori». Poi, sarebbe utile considerare l’aspetto logistico che sia rispettoso di tutti gli altri lavoratori. Infine, bisognerebbe spiegare chi si intende inserire nell’eventuale mercato. «Chi arriverebbe e da dove - aggiunge -. Posso capire e accettare il produttore locale, dei paesi limitrofi», diverso è il discorso per chi arriva da lontano. Non demonizza l’idea in quanto tale, ma ritiene che siano importanti il confronto, la collaborazione e il ragionamento. In una parola: fare sistema perché, parlando di brand con elevata rappresentatività, Confcommercio «avrebbe di certo voce in capitolo». Quanto al mercato all’aperto di Sondrio, oggetto anch’esso di discussione, «valorizza le zone dove è collocato. Ha la sua logica e sembra funzioni bene».