Val Masino, 2 febbraio 2018 - Tanta la delusione per la mancata organizzazione dell’edizione del 2018 di Melloblocco, rassegna di sassismo. Dopo lo spiraglio – dalla ritrovata collaborazione tra Comune e comitato organizzativo – la notizia che l’associazione operatori Val Masino, responsabile da ormai 8 anni dell’allestimento dell’evento internazionale di arrampicata, ha rinunciato all’organizzazione di Melloblocco è arrivata come una pioggia gelida. La rassegna attirava circa 10mila persone.

«Siamo tutti molto dispiaciuti – commenta la presidente dell’associazione operatori, Sara Fiorelli – Ci abbiamo provato fino all’ultimo. L’anno scorso eravamo riusciti a compiere un vero e proprio miracolo ma quest’anno, complice il pesante clima di incertezza, non ce la siamo sentita di organizzare una manifestazione che rischiava di non rispondere agli alti standard qualitativi degli anni passati». Ad avanzare la speranza che questo sia solamente una sosta temporanea è Elena Scetti, membro del consiglio direttivo dell’associazione operatori: «Mi auguro che questa sia solo una «pausa di riflessione» e che l’anno prossimo Melloblocco possa rinascere più forte e bello di prima». Molta la sorpresa per la mancata realizzazione di un evento dalla portata internazionale, evento sportivo al top per gli amanti del sassismo. «Sono molto dispiaciuto – ha infatti commentato il presidente delle guide alpine della Lombardia, Fabrizio Pina – Melloblocco era certamente un evento vincente per il turismo, lo sport e, più in generale, per il mondo della montagna. Questa è sicuramente una grossa perdita».

A ricordare come la manifestazione di arrampicata desse lavoro a molti giovani della Val Masino è invece Giacomo Sertori che, nell’edizione del 2017, aveva fatto parte del comitato organizzativo: «Non sono così convinto che ci sia una maggioranza di cittadini della Val Masino ad essere contrari alla manifestazione. Melloblocco «creava» almeno una sessantina di posti di lavoro, tutti, o quasi, assegnati agli abitanti del posto. Dispiace molto che a causa della mancata organizzazione queste opportunità lavorative vadano perse». Oltre ad una perdita economica questa situazione farà registrare anche una mancata visibilità della Val Masino, come ricorda Costante Scotti, proprietario dell’omonimo rifugio: «In occasione di questo raduno il nostro territorio godeva di una pubblicità internazionale e gratuita. Era un’occasione unica ed è un vero peccato che l’edizione 2018 non ci sarà. Speriamo di poter recuperare il prossimo anno».