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7 mag 2022

Valfurva, Marco Confortola dopo l’ultima impresa vuole la vetta del Nanga Parbat

L’alpinista dell’Alta Valle che ha scalato gli 8.586 metri del Kangchenjunga medita un nuovo assalto

fulvio d'eri
Cronaca
BORMIO, MARCO CONFORTOLA - FOTO (ANP)
Marco Confortola

Valfurva - Marco Confortola e la "pazza idea" di scalare anche il Nanga Parbat. Conquistato l’agognato Kangchenjunga, la terza montagna più alta del mondo coi suoi 8586 metri, giovedì, al termine di una scalata "tranquilla" (senza cioè grossi imprevisti ndr) approfittando di una finestra di bel tempo, il Cacciatore di 8000 si trova ora al campo base dove si sta godendo un meritato riposo e dove sta decidendo se tentare, come annunciato prima della partenza dall’Italia, anche la scalata al Nanga Parbat, la montagna nuda alta 8126 m. che gli permetterebbe di portarsi ad una sola vetta dall’essere salito su tutte e 14 le montagne di altezza superiore a 8000 m. Ed entrare così nella leggenda perché finora solo una trentina di alpinisti è riuscita nell’impresa, compiuta per primo da "sua maestà" Reinold Messner tra il 1970 e il 1986. Poche, per ora, le parole rimbalzate dal campo base del Kangchenjunga.

«Grande la soddisfazione di leggere questa quota (8592 metri si legge sulla foto postata su FB) sul mio orologio, che rimarrà indelebile come l’ascesa alla vetta che ho tentato 3 volte". La lunga marcia sugli 8000 del valtellinese è incominciata nel 2006 con l’ascesa sul Shisha Pangma (8027 metri) dopo che nel 2005 aveva raggiunto la cima centrale del massiccio (8013). E poi Annapurna (8091 metri), Cho-Oyu (8201), Broad Peak (8027), Everest (8848), K2 (8611), Mansalu 8163), Lhotse (8516), Makalu (8463), Dhaulagiri (8167), Gasherbrum II (8035) e giovedì il Kangchenjunga. Ora per terminare la collezione mancano solo il Nanga Parbat e il Gasherbrum I (8068). Quella di salire sul Nanga, la 9ª vetta più alta coi suoi 8126 metri conquistata per la prima volta dall’austriaco Hermann Buhl nel 1953, è una decisione che Marco prenderà nelle prossime ore, in base anche al recupero fisico dopo il grande sforzo compiuto per salire sulla cima.

 

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