Pericolo valanghe a Livigno (National Press)
Pericolo valanghe a Livigno (National Press)

Livigno (Sondrio), 22 gennaio 2018 - Livigno da ieri sera alle 21, e fino a nuova comunicazione, è isolata. Il pericolo è per le valanghe dopo la copiosa nevicata. Per questo motivo, prima le autorità svizzere e poi quelle italiane hanno dovuto provvedere alla chiusura delle due strade di accesso.

Già alle 3 di ieri mattina è stato chiuso il tunnel Munt la Schera/ Valico del Gallo, collegamento con la Svizzera. Poi, nel pomeriggio, è arrivato anche l’annuncio relativo alla chiusura del Passo del Foscagno, che mette in comunicazione la valle di Livigno con la Valdidentro e la Valtellina. Un annuncio, quello arrivato attorno alle 17, emanato con anticipo per permettere a chi doveva andare nella perla turistica valtellinese, oppure da lì andarsene, di non rimanere bloccato. Infatti, la chiusura del valico del Foscagno è scattata poi alle 21 e da quel momento il Piccolo Tibet è rimasto isolato. Questo almeno fino alle 6 di stamattina, quando verranno valutate le condizioni e si deciderà se riaprire le strade o meno. Intanto, la Sala operativa della Protezione civile di Regione Lombardia, sulla base delle previsioni meteorologiche emesse dal Centro funzionale monitoraggio rischi naturali, ha diffuso una comunicazione di preallarme (codice arancione) per rischio valanghe sulle Alpi Retiche in tutta la provincia di Sondrio valido fino a prossimo aggiornamento.

«Stabilità precaria dovuta a neve fresca ventata – si legge – il distacco di valanghe di medie e grandi dimensioni sarà possibile con debole sovraccarico (singolo escursionista) su molti pendii ripidi anche a distanza, e non si esclude, inoltre, la possibilità di distacco spontaneo degli stessi. Inoltre, non si esclude il distacco di valanghe nelle zone storicamente esposte a questi fenomeni, e, localmente, distacchi anche in zone ripide dove la presenza di valanghe è rara o addirittura, storicamente, sconosciuta. Si raccomanda puntuale e ripetuto monitoraggio e valutazione, da parte di personale qualificato per l’adozione di eventuali misure di protezione. Possibili danni sia per gli escursionisti in montagna che nei centri abitati e sulle vie di comunicazione. Anche gli scaricamenti poco estesi possono trascinare volumi di neve capaci di provocare danni significativi. I danni possono riguardare la perdita di vite umane, la distruzione di opere e disagi conseguenti a evacuazioni e alla chiusura, anche durevole, di infrastrutture. Pertanto, si suggerisce alle Amministrazioni locali di valutare l’eventuale necessità di chiusura o divieto di transito delle strade di competenza a elevato rischio valanghe; informare la popolazione residente e quella transitante del possibile rischio; l’intensificazione dell’attività di monitoraggio e l’attuazione di tutte le misure previste nella Pianificazione di emergenza locale e/o specifica».