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20 lug 2022
20 lug 2022

Le soffiate agli amici commercianti durante il periodo del Covid

Le chat del numero uno dei vigili urbani al setaccio degli investigatori. La Procura gli contesta anche il peculato

20 lug 2022
Il comandante della Polizia locale, Cristoforo Domiziano Franzini
Il comandante della Polizia locale, Cristoforo Domiziano Franzini
Il comandante della Polizia locale, Cristoforo Domiziano Franzini
Il comandante della Polizia locale, Cristoforo Domiziano Franzini
Il comandante della Polizia locale, Cristoforo Domiziano Franzini
Il comandante della Polizia locale, Cristoforo Domiziano Franzini

Il sindaco di Livigno Remo Galli e l’assessore con delega ai rifiuti Christian Pedrana sarebbero stati "a conoscenza del fatto che il corpo di Polizia locale offrisse ai commercianti" della cittadina "un improprio “servizio” di smaltimento dei rifiuti commerciali" anche "pericoloso per l’ambiente". Lo scrive il gip di Milano Fabrizio Filice nell’ordinanza che ha portato a un’interdizione di 9 mesi dai pubblici uffici per il comandante della Polizia locale di Livigno, Cristoforo Domiziano Franzini, nell’ambito dell’inchiesta del pm di Sondrio Marialina Contaldo e del pm Francesco De Tommasi della Dda di Milano, guidata dall’aggiunto Alessandra Dolci.

Galli, primo cittadino dallo scorso ottobre e prima anche vicesindaco, Pedrana e l’ex sindaco Damiano Bormolini, così come Franzini, sono tutti indagati per il caso della presunta gestione abusiva dello smaltimento di oltre "18 tonnellate di rifiuti" dal gennaio 2007 in avanti.

Anche per i tre amministratori ed ex amministratori pubblici la Procura aveva chiesto, cosi come per il capo della Polizia locale, la custodia in carcere, ma il giudice per loro tre non ha applicato alcuna misura. Galli e Pedrana, in particolare, secondo il gip, hanno "omesso di intervenire per verificare cosa stesse effettivamente accadendo e per arrestare la prassi illecita", ma nei loro confronti non sono emerse "condotte di gestione diretta del sistema illecito, né interessi privati o condotte di corruzione, legate allo stesso sistema". Nell’inchiesta ci sono più di una trentina di indagati.

Dalle analisi di chat tra il comandante Franzini e "imprenditori" della zona emerge pure una "consuetudine", quella del capo dei vigili di avvisare "amici" commercianti sui turni di servizio di un suo collega “integerrimo“, di modo che questi potessero organizzare anche feste nei locali, malgrado vigessero le regole anti-Covid. Lo si legge nell’ordinanza del gip di Milano emessa sempre nell’inchiesta rifiuti. Per questi comportamenti la Dda di Milano ha contestato a Franzini, tra i vari reati, anche la rivelazione del segreto d’ufficio, ma il gip non ha riconosciuto quella contestazione. "Scusa domani sera abbiamo una festa", scriveva un imprenditore al comandante il 30 novembre 2021. Negli atti si legge che l’imprenditore di solito chiedeva a Franzini "le previsioni meteo" e quest’ultimo "rispondeva con emoticon": il sole per indicare che quel collega era "a riposo" e "condizioni di meteo avverse (bufera o nuvoloso)" per "indicarne invece la presenza in servizio". Per Franzini il gip ha riconosciuto nella misura di interdizione solo i reati di smaltimento illecito di rifiuti (i commercianti, secondo l’accusa, non pagavano nulla per smaltire e tanti sono indagati), falso per una serie di verbali e accesso abusivo a sistema informatico per aver pure alterato "il sistema di videosorveglianza della Ztl" per non far prendere multe ad alcuni imprenditori. La Procura lo ha indagato anche per peculato, perché si sarebbe tenuto dei beni da smaltire, tra cui "flaconcini" di profumo, pomate, un ombrello e altro. E per presunta corruzione, perché, per i pm, si sarebbe fatto pagare dagli imprenditori pranzi e generi alimentari tra cui un "violino di cervo".

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