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27 mar 2022

La sede della Croce Rossa trasformata in ostello per i profughi

Nella sala riunioni sono state montate le brandine a disposizione degli sfollati diretti in Spagna che transitano dal nostro Paese

27 mar 2022
I profughi ucraini rifocillati nella sala riunioni della Croce Rossa
I profughi ucraini rifocillati nella sala riunioni della Croce Rossa
I profughi ucraini rifocillati nella sala riunioni della Croce Rossa
I profughi ucraini rifocillati nella sala riunioni della Croce Rossa
I profughi ucraini rifocillati nella sala riunioni della Croce Rossa
I profughi ucraini rifocillati nella sala riunioni della Croce Rossa

Le brandine hanno preso il posto di sedie e scrivanie, in quella che fino a pochi giorni fa era la sala riunioni della sede della Croce Rossa di Brescia. La struttura è stata, infatti, attrezzata per essere un centro di accoglienza dei profughi ucraini, non nel senso più tradizionale di alloggio per gli sfollati, quanto come “ostello“ per chi si deve fermare per una notte a riposare, prima di riprendere il viaggio verso altre mete. "Brescia è finita sulla rotta di passaggio per i profughi che dall’Ucraina, attraverso la Romania, vanno in Spagna", spiega Carolina David, presidente di Croce Rossa Brescia. La prima telefonata era arrivata nella serata di venerdì 18 marzo, attorno alle 21, con la richiesta di una sistemazione per la notte per 47 profughi che sarebbero arrivati poco dopo, attorno alle 3. A contattare la Croce Rossa era stata un’associazione rumena, che aveva organizzato il viaggio dall’Ucraina verso la Spagna. La sensazione che sarebbe stata solo la prima di una serie di ulteriori accoglienze temporanee è stata confermata nei giorni successivi. Martedì si sono fermati 13 profughi, mercoledì 11, ieri sera altri 12.

"Li rifocilliamo – spiega David – se hanno bisogno di cure facciamo intervenire i nostri medici. Ad esempio, è capitato di avere un ragazzo schizofrenico ed una donna cardiopatica, per cui è stato richiesto l’intervento di operatori sanitari". Se non ci fosse la soluzione della Croce Rossa, per queste persone non ci sarebbero alternative, perché la maggior parte non ha il Green Pass, per cui non può andare in albergo.

Al di là del Green Pass, poi, bisognerebbe trovare le strutture alberghiere disponibili ad aprire le porte a qualunque ora della notte ed a fornire un pasto o l’assistenza sanitaria (che Croce Rossa offre gratuitamente, a proprie spese). "Si deve navigare un po’ a vista – sottolinea David – ci si era concentrati soprattutto sull’accoglienza di chi veniva qui per fermarsi, ma non si era studiato un punto di appoggio per chi è solo in transito". Non è escluso, però, che se si dovessero aprire i corridoi umanitari, l’accoglienza temporanea possa diventare un altro tassello del già complicato puzzle dell’emergenza profughi.

Anche per questo la logistica sarà molto importante. Comune, con Croce Rossa, Caritas e Cooperativa Cauto sta cercando di organizzare il coordinamento degli aiuti alimentari, per mettere insieme le tante iniziative che, per ora, viaggiano in ordine sparso. Si è anche in cerca di un magazzino, dove riporre viveri, coperte e altri beni necessari a supportare le famiglie e le associazioni che si stanno prendendo in carico l’accoglienza. Tra queste, si sta attivando anche l’associazione Telefono Azzurro Rosa. "Stiamo sistemando la parte superiore della Cascina, nostra sede – spiega la presidente Ivana Giannetti – martedì arriveranno due mamme con dei bambini, segnalati da conoscenti. Non abbiamo finanziamenti, tranne il 5 x 1000, che però si esaurisce presto. Contiamo sull’aiuto dei tanti che ci sostengono".

Federica Pacella

© Riproduzione riservata

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