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16 feb 2022

La Dda chiede il rito immediato per le estorsioni alla Spumador

Quarantatré indagati per associazione mafiosa potrebbero finire a giudizio il prossimo giugno a Como

paola pioppi
Cronaca
Un’immagine tratta da uno dei video girati dalla Polizia sulle estorsioni alla Spumador
Un’immagine tratta da uno dei video girati dalla Polizia sulle estorsioni alla Spumador
Un’immagine tratta da uno dei video girati dalla Polizia sulle estorsioni alla Spumador

di Paola Pioppi Richiesta di giudizio immediato, con fissazione del processo a giugno a Como, per 43 dei 54 indagati nell’indagine condotta dalla Dda di Milano, 54 dei quali finiti in carcere a novembre. Davanti al Tribunale Collegiale, salvo diverse scelte processuali, finirà tutto il gruppo accusato di associazione mafiosa di stampo ‘ndraghetista. In concorso con altri non giudicati in questo procedimento, compaiono Antonio Carlino, 48 anni e Antonio Salerni, 55 anni di Gerenzano, quest’ultimo ritenuto esecutore materiale dell’estorsione alla Spumador, a cui sarebbe stato imposto di dirottare le consegne su aziende di trasporto merci controllate dai Salerni. Assieme a loro, con il ruolo di partecipi, sono imputati altri due Ficarra – Domenico, 36 anni di Cermenate, Daniele, 45 anni calabrese – Attilio Salerni, 61 anni di Gerenzano e quattro collaboratori dei Salerni: Vincenzo Palmieri, 39 anni di Carbonate e Alessandro, 35 anni di Fenegrò, Domenico Stllitano, 38 anni di Mozzate e Andrea, 47 anni di Cislago. Le indagini hanno portato inoltre a ricostruire l’attuale composizione della Locale di Fino Mornasco, guidata da Bartolomeo Iaconis, mandante dell’omicidio di Franco Mancuso per il quale è stato condannato all’ergastolo e, presenti in questo procedimento, Michelangelo La Rosa, 50 anni residente in Svizzera, Michelangelo Belcastro, 32 anni di Bulgarograsso, Antonio Valenzisi, 57 anni di Cadorago e Roberto, 53 anni di Lomazzo, Alessandro Tagliente, 56 anni, Giuseppe Iaconis, 23 anni, Elisabetta Rusconi, 56 anni, e Carmela Consagra, 53 anni, tutti di Appiano Gentile. Infine Tommaso Alessi, 44 anni calabrese, Claudio Tonietti, 41 anni residente in Svizzera e Leo Palamara, 50 anni calabrese. Tutti avrebbero partecipato a summit di ‘ndrangheta o si sarebbero attivati e messi a disposizione per favorire la realizzazione dei crimini attribuiti agli indagati principali. In buona parte vengono contestate estorsioni ai danni di imprenditori, ma a carico di alcuni è presente anche ...

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