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24 feb 2022

Italia Nostra chiede referendum sul bypass

L’associazione ambientalista si fa portatrice del malcontento di numerosi residenti a Bormio contrari alla tangenzialina

Antonio Muraca, vice presidente di Italia Nostra. La sezione valtellinese dell’associazione chiede un referendum sul caso tangenzialina a Bormio
Antonio Muraca, vice presidente di Italia Nostra. La sezione valtellinese dell’associazione chiede un referendum sul caso tangenzialina a Bormio
Antonio Muraca, vice presidente di Italia Nostra. La sezione valtellinese dell’associazione chiede un referendum sul caso tangenzialina a Bormio

Italia Nostra invia un’istanza al prefetto, Salvatore Pasquariello, al ministero dell’Interno e al sindaco di Bormio, Silvia Cavazzi, affinché, come previsto dall’art. 41 dello Statuto del Comune di Bormio, "l’Amministrazione comunale provveda a dotarsi di un regolamento attuativo per le consultazioni referendarie della popolazione". "Tale istanza - spiegano il presidente dell’associazione e il vice, Massimiliano Greco e Antonio Muraca - trova ragione nel fatto che una larga fascia della popolazione locale si è rivolta alla nostra associazione affinché, nostro tramite, avvenga una mediazione fattiva di contemperazione degli interessi che determini una progettazione della tangenzialina dell’Alute nel pieno rispetto dei vincoli paesaggistici e naturalistici che ricadono su quell’area. Ove ciò non dovesse avvenire, Italia Nostra, si farà promotrice di tutti gli interventi necessari in ogni sede (sia politica, che amministrativa e giudiziaria) affinché il tracciato sia modificato per non creare una devastazione del territorio oltre che essere concepito con una progettazione ecosostenibile". I due esponenti sottolineano che il ricorso al referendum previsto dallo statuto comunale "si rende necessario in quanto, l’amministrazione in carica, non è costituita da consiglieri di opposizione (considerato che alle ultime consultazioni elettorali si è presentata una sola lista civica). Questa circostanza impedisce alla cittadinanza di poter avere dei referenti cui rivolgersi per esprimere il proprio dissenso in sede di Consiglio Comunale. E a maggior ragione lo strumento referendario permette, in maniera democratica, di poter esprimere le proprie volontà in modo da imbastire un confronto leale con l’Amministrazione".Il sindaco è investito di una grande responsabilità e, "nel caso non dovesse dar corso al nuovo regolamento o (pur avendo promulgato il regolamento) impedire in maniera fattiva ed utile la realizzazione di questo referendum, dovrà assumersi tutte le conseguenze del caso (soprattutto a livello politico)". Michele Pusterla ...

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