Michele Gianesini
Michele Gianesini

Sondrio, 29 gennaio 2018 - Un banale incidente con la moto in pieno centro a Sondrio, una caduta in una zona della città dove davvero si fatica a pensare che possa capitare una tragedia. Ma il destino è stato davvero crudele con Michele Gianesini, 33enne sondriese, di professione autotrasportatore e papà di due bimbe piccole che ora dovranno crescere senza di lui. Il giovane sabato sera attorno alle 22.30 stava percorrendo in sella a una moto la via Piazzi, una strada a senso unico a traffico limitato e decisamente tranquilla nel centro del capoluogo valtellinese, quando improvvisamente ha perso il controllo della due ruote ed è andato a schiantarsi contro alcuni grossi vasi che si trovano sul marciapiede poco distante dal centro commerciale «Garberia».

Un brutto volo, senza dubbio, ma le condizioni del 33enne sono apparse sì serie, non tragiche. Il botto ha richiamato sul posto diverse persone che si trovavano nei bar del centro sondriese per trascorrere il sabato sera. In pochi minuti sul luogo dell’incidente è intervenuta l’ambulanza in codice rosso, i sanitari del 118 hanno prestato le prime cure a Gianesini è lo hanno poi trasportato d’urgenza al vicino ospedale cittadino. Lì il cuore del giovane papà ha smesso di battere circa tre ore dopo, le gravissime lesioni interne riportate nell’incidente non gli hanno lasciato scampo. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia stradale di Sondrio, che ora indagano su quanto accaduto e cercano di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente costato la vita all’autotrasportatore sondriese. La notizia ieri mattina è rimbalzata un po’ ovunque in città, dove Michele Gianesini era molto conosciuto.

Lavorava come camionista per l’azienda Koinè, che ha una sede in Alta Valtellina, mentre la compagna, Stefania Piasini, da cui aveva avuto solo sei mesi fa la seconda figlia, fino novembre dell’anno scorso era proprietaria di un bar in via Nazario Sauro, il bar «Zeus«. Tanti gli amici che su Facebook, nella giornata di ieri, hanno avuto un pensiero per Michele e soprattutto per la sua famiglia, colpita da questa assurda tragedia., e in particolare per le due bimbe ora costrette a crescere senza il papà. «Non ci posso ancora credere» scrive Francesca T., mentre Diego P. lo ricorda come «una brava persona, un po’ pazzo ma molto simpatico e con un cuore grande»