Le code agli impianti sono un ricordo dell’inizio stagione 2019
Le code agli impianti sono un ricordo dell’inizio stagione 2019
Il 15 febbraio? E’ l’ultima chiamata per la riapertura degli impianti sciistici e, quindi, per il via di una stagione invernale che, per ora, è rimasta letteralmente al palo. Ne è convinto anche Franco Vismara, amministratore delegato della FAB (Funivie Al Bernina), che ritiene quella del 15 febbraio, data stabilita dal Governo per la prossima riapertura (data che è slittata nel tempo a causa della pandemia di Covid 19 almeno...

Il 15 febbraio? E’ l’ultima chiamata per la riapertura degli impianti sciistici e, quindi, per il via di una stagione invernale che, per ora, è rimasta letteralmente al palo. Ne è convinto anche Franco Vismara, amministratore delegato della FAB (Funivie Al Bernina), che ritiene quella del 15 febbraio, data stabilita dal Governo per la prossima riapertura (data che è slittata nel tempo a causa della pandemia di Covid 19 almeno 4 volte), la cosiddetta "dead line".

"Beh, direi proprio di sì. Se dovesse esserci un ulteriore slittamento, allora in molti non aprirebbero. Che senso avrebbe far funzionare gli impianti per un mesetto? Nessuno". Vismara è sempre stato uno degli operatori più ottimisti, in merito alla possibilità di poter incominciare la stagione, ma a questo punto i dubbi sono tanti. "Non credo ci facciano più aprire – dice con realismo e disappunto -, è una sensazione. Mi auguro di sbagliarmi, ma mi chiedo anche se ne valga la pena. Magari i proprietari di impianti piccoli (ci sono nell’arco alpino alcuni imprenditori che gestiscono ski lift o piccole seggiovie ndr) potranno anche aprire per poco tempo, ma noi abbiamo il dovere di effettuare un po’ tutte le valutazioni". L’imprenditore che ha in mano gli impianti in Valmalenco chiede almeno una cosa ai governanti. "Se ci faranno riaprire, spero lo dicano con almeno una decina di giorni di preavviso e non la sera prima. Non è possibile aprire da un giorno all’altro, abbiamo bisogno di preavviso".

Economicamente un’apertura di un mese e mezzo o due mesi fa fatica a stare in piedi. "Facciamo fatica a far quadrare i conti, già in una situazione normale in cui lavoriamo 5 mesi. Tutti sappiamo che il momento clou è quello delle festività natalizie che, a causa delle chiusure imposte per il Covid, è saltato a piè pari. Aprendo il 15 febbraio riusciremmo ad incassare, al massimo, un quarto del totale. Troppo poco. A perderci, oltre a noi gestori degli impianti è tutto l’indotto turistico". E i ristori? "Speriamo che il Governo ci conceda adeguati ristori, per ora sembra che qualcosa dell’aprile 2020 possa arrivare mentre non c’è niente per questi primi mesi del 2021".

Fulvio D’Eri