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29 mar 2022

Il “Direttino“ cambia orario e stazione d’arrivo

Partirà sempre da Colico alle 6.09 ma troverà il capolinea a Rogoredo solo alle 8.22 invece che alle 8.07

29 mar 2022

Il Regioexpress del mattino cambia nome. E capolinea. Ma soprattutto lascia a piedi centinaia di pendolari dell’Alto Lario, lecchesi e meratesi. Da venerdì il “Direttino“ che parte da Colico alle 6.09 e arriva in Centrale alle 8.07, da Re 2895 diventa Re 2855. Parte sempre dalla stessa stazione e alla stessa ora ma arriva a Milano Rogoredo, alle 8.22. Continua a fare tappa a Piona, Dorio, Dervio, Bellano, Varenna, Fiumelatte, Lierna, Olcio, Mandello, Ababdia, Lecco, Calolziocorte, Cernusco, Carnate e Monza.

Poi, invece di proseguire per la Centrale dove non arriva né ferma più, va dritto verso Sesto, Lambrate, Forlanini e appunto Rogoredo, dove però in pochi tra gli studenti e i lavoratori che prendono quel treno hanno necessità di andare.

La maggior parte dei passeggeri da venerdì sarà quindi costretta o a prendere un altro treno o a effettuare cambi con le coincidenze, anticipando la partenza e aumentando i tempi di viaggio. A dirottare il “Direttino“, come lo chiamano i pendolari, sono stati i vertici di Rfi per sgravare di traffico ferroviario la Centrale, sovraccarica di arrivi e partenze. Il cambio di capolinea, più volte annunciato ma mai attuato, non piace agli utenti che, tramite i loro rappresentanti, "chiedono con forza all’assessore regionale Claudia Maria Terzi che tale provvedimento unilaterale e ingiustificato, venga ulteriormente rimandato", spiega Francesco Ninno, portavoce del Comitato dei pendolari del Meratese che al momento non hanno alternative, se non levatacce oppure l’uso dell’auto, troppo oneroso tra caro-carburante e casello della tangenziale Est ad Agrate.

"La modifica di questo treno, che è tra i più affollati e frequentati della tratta Colico-Lecco-Milano comporta inevitabilmente disagi per i moltissimi viaggiatori e pendolari che lo utilizzano – avvisa pure Mary Fogli per il Comitato Trasporti Lecchese – La modifica, con la conseguente minor appetibilità del servizio ferroviario, risulta anche in aperto contrasto con gli obiettivi di transizione ecologica per incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico". D.D.S.

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