Gli sposi Michela e Stefano
Gli sposi Michela e Stefano

Proseguono i disagi a Campodolcino, ma la vita continua: ieri due giovani, Michela Della Morte e il bergamasco Stefano Rota Graziosi si sono sposati nel paese messo in ginocchio ed isolato dalla frana di Gallivaggio. E mentre i due sposi pronunciavano il fatidico sì nell’insolita cornice del Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo, gli abitanti di Madesimo e Campodolcino festeggiavano la riapertura della statale 36, chiusa al traffico da giovedì scorso. La notizia della riapertura era trapelata in tarda mattinata e quando il corteo nuziale è sceso dalle scale del Muvis, è stato accolto dal suono delle prime auto che risalivano la Valle Spluga. «Questo matrimonio rappresenta la grande positività della gente che vive qui – commenta il sindaco di Campodolcino, Enrica Guanella, che ha officiato le nozze – la voglia di rialzare la testa e riprendere a lavorare meglio di prima. Organizzare questo evento non è stato facile: pensate che gli amici degli sposi hanno dovuto portare a mano lungo il sentiero la torta nuziale». E mentre Michela e Stefano tornano a Bergamo, dove vivranno, i cittadini di Campodolcino pensano all’impegno necessario a risollevare le sorti della stagione turistica. «Nonostante la frana tutto è rimasto bellissimo e siamo pronti ad accogliere chi vorrà ammirare le montagne e il miracolo della Madonna di Gallivaggio». Sono in molti, infatti, a credere che il santuario, il ponte e la strada siano stati risparmiati dalla frana grazie all’intercessione della Vergine. 

Campodolcino (Sondrio), 2 giugno 2018 - Sopra i tornanti della Statale 36 ci sono ancora mille metri cubi di roccia appesi alle falde della montagna, nell’area di Gallivaggio. Solo la “corona” dell’enorme frana piombata a pochi metri dal santuario rimasto miracolosamente intatto. Un volume sufficientemente ridotto da consentire di riaprire, seppure a singhiozzo, l’unica importante arteria che sta tenendo isolati i comuni di Campodolcino e Madesimo. Alla Prefettura di Sondrio, l’ennesimo vertice fra forze dell’ordine, amministratori locali e Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente fa trapelare la prima buona notizia per i 1.500 abitanti che vivono nell’incubo da sette giorni, con la benzina esaurita e i medicinali e i carichi di alimentari che devono essere trasportati con l’elicottero.

Salle 12 di ieri la carreggiata che era stata chiusa al traffico da giovedì scorso è di nuovo percorribile, ma soltanto in tre finestre precise. Dalle 5 alle 8 del mattino, dalle 12 alle 14 e dalle 18 alle 21. Tutto questo grazie ai dati raccolti dal monitoraggio dei tecnici Arpa sulla massa di detriti che ancora potrebbero cedere, quelli rimasti in bilico dopo il distacco del fronte dello scorso martedì. Movimenti assai ridotti e relativamente semplici da controllare che consentono certo di concedere per tempi limitati il transito ad auto e furgoni, ma non di sgomberare le transenne e lasciare il passaggio libero e incustodito. La parziale riapertura della strada è arrivata proprio nel momento di massima tensione per i residenti di Madesimo e Campodolcino, costretti da più di sette giorni a servirsi esclusivamente del Sentiero Spluga, una via percorribile soltanto a piedi in circa trenta minuti, che attraversa il fiume su una passerella di legno ed è impossibile da usare per muovere carichi di merci di qualche rilievo. A non poter essere trasportato con il ponte aereo, il carburante che, infatti, era terminato nell’unico distributore dell’area, rimasto a secco giovedì sera. La riapertura a singhiozzo della Statale 36, però, risolverà i problemi di approvvigionamento. 

Prime parole di timida soddisfazione anche da parte degli amministratori locali. «Il problema non è ancora stato risolto – commenta il sindaco di Campodolcino, Enrica Guanella – ma almeno ora vediamo la luce in fondo al tunnel». Intanto, per affrontare l’ultima fatica dell’incubo in cui è caduta la Valle Spluga – ormai giunto al suo 48° giorno – nella giornata di oggi il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, con l’assessore regionale alla montagna, il valtellinese Massimo Sertori, si recherà a Sondrio per fare il punto delle situazione sulla frana di Gallivaggio e discutere anche della concessione dello stato di calamità naturale. Già ieri, nel primo consiglio dei ministri tenuto dal nuovo governo appena insediato, è arrivato il riconoscimento dell’emergenza. E Fontana ha commentato l’atto dell’esecutivo 5Stelle-Lega come «un’ottima notizia per tutta la Lombardia».