La gioielleria presa di mira dalle malviventi
La gioielleria presa di mira dalle malviventi

Sondrio, 15 agosto 2019 - Un furto con destrezza, messo a segno certamente da due ladre abili ed esperte che sono riuscite a confondere a tal punto il negoziante da portare via, senza che se ne accorgesse, orecchini di brillanti per alcune decine di migliaia di euro. E' accaduto sabato mattina a Sondrio, in una nota gioielleria in pieno centro, al pianterreno del centro commerciale Garberia.

«Due persone certamente abili, si muovevano come in una danza, parlavano bene e si comportavano allo stesso modo, ero davvero convinto che volessero comprare una collana di perle e degli orecchini, mi hanno confuso – racconta amareggiato Riccardo Bonaiti, proprietario dell’oreficeria Cleo Bonaiti e presidente provinciale dell’associazione Orafi e Orologiai in seno all’Unione del Commercio e del Turismo -. Le due donne sono entrate nel mio negozio, dicevano di essere madre e figlia, sui 25 anni la più giovane, sui 50 la madre. Mi hanno raccontato che la ragazza doveva sposarsi e le serviva una collana di perle, ne hanno viste diverse, le ha provate, chiedeva consigli sulla lunghezza del filo di perle in base al suo vestito da sposa. Poi mi hanno chiesto di vedere anche degli orecchini da abbinare, sembravano così intenzionate ad acquistare, erano ben vestite, si comportavano perfettamente, parlavano italiano, anche se forse avevano una leggerissima inflessione straniera».

È stato quando il negoziante ha tirato fuori gli orecchini che è iniziata la «danza» che ha permesso alle due donne di rubare gioielli di grande valore. «Si muovevano in modo coordinato – continua Bonaiti – prendevano lo specchio, lo spostavano, lo giravano, lo muovevano, finchè sono riuscite a posizionarlo, come se niente fosse, in un punto ottimale per loro, non vedevo più i rotoli contenenti gli orecchini, loro li hanno coperti con un foulard e se li sono portati via quando sono usciti, senza che me ne accorgessi». Un bottino ingente, alcune decine di migliaia di euro, anche se il valore preciso non è ancora noto poiché il negoziante deve effettuare l’inventario per poter dire con precisione a quanto ammonti la refurtiva.