A PIEDI Si prospetta ancora lunga l’attesa per vedere di nuovo collegati in maniera stabile i paesi della valle dopo lo smottamento
A PIEDI Si prospetta ancora lunga l’attesa per vedere di nuovo collegati in maniera stabile i paesi della valle dopo lo smottamento

San Giacomo Filippo, 6 giugno 2018 -  L’auspicata strada alternativa alla statale 36 ha compiuto un ulteriore passo in avanti: nella mattinata di ieri si è svolta la conferenza dei servizi tra tutti i soggetti coinvolti, nel corso della quale è stato approvato il progetto della pista. Prima dell’inizio dei lavori – che dovrebbero durare 45 giorni – è però necessario attendere l’approvazione da parte del Dipartimento nazionale della Protezione civile del decreto attuativo allo stato di emergenza accolto, nei giorni scorsi, dal Consiglio dei Ministri.

«Gli enti locali sono riusciti a tenere fede ai propri impegni – commenta il presidente della Comunità Montana della Valchiavenna, Severino De Stefani –. Abbiamo approvato, in tempi ristrettissimi, i progetti per la pista alternativa e speriamo che anche i lavori possano partire, e concludersi, nel più breve tempo possibile». La realizzazione di una bretella consentirebbe di risolvere il problema legato alla viabilità della strada statale 36 aperta al traffico al massimo in tre finestre orarie protette: dalle 5 alle 8, dalle 12 alle 14 e dalle 18 alle 21. A preoccupare, dal 13 aprile, è la frana di Gallivaggio: il crollo, avvenuto martedì scorso, di circa 7.500 metri cubi di materiale – 5mila quelli inizialmente stimati dai tecnici dell’Agenzia regionale per la Protezione ambientale – pur rimanendo, fortunatamente, senza gravi conseguenze – il vallo paramassi ha protetto ponte, carreggiata e santuario – non si è rivelato risolutivo. Tecnici e amministratori hanno valutato che sia ancora troppo presto per riaprire la strada al traffico – al momento sembrerebbe che i lavori di messa in sicurezza delle parete richiederanno, almeno, 45 giorni – all’incirca lo stesso tempo previsto per la realizzazione della pista.

L’isolamento in cui si trovano i 1.500 abitanti di Campodolcino e Madesimo sembrerebbe, quindi, ancora lontano dal potersi interrompere. La garanzia delle tre finestre orarie di apertura ha però permesso di migliorare notevolmente la situazione venutasi a creare nei giorni scorsi quando, per una settimana, la carreggiata era rimasta completamente chiusa al traffico e i collegamenti erano stati garantiti solo attraverso il sentiero Spluga, percorribile a piedi.