San Giacomo Filippo (Sondrio), 30 maggio 2018 - Ieri, dopo 48 giorni di attesa, la frana di Gallivaggio si è distaccata dalle pendici della Valle Spluga. Tutto è successo intorno alle 16.30 di ieri pomeriggio, martedì 29 maggio. Il crollo dei 5mila metri cubi di roccia, in bilico sopra alla strada statale 36 dal 13 aprile scorso, non è arrivato inaspettato: da giovedì la massa rocciosa aveva, infatti, aumentato notevolmente la propria velocità passando dai pochi millimetri L’immagine del crollo che non ha compromesso torre campanaria e santuarioquotidiani delle scorso settimane ai 2 centimetri registrati dai tecnici di Arpa – Agenzia regionale per la protezione ambientale – nel primo pomeriggio di ieri. Fortunatamente non è accaduto ciò che si temeva maggiormente: il vallo, realizzato nelle scorse settimane tra il fianco della montagna e il sottostante santuario di Gallivaggio (VIDEO), ha evitato che i detriti danneggiassero il ponte, la strada statale 36 e il luogo di culto, colpito solo marginalmente da qualche isolata scheggia.

VIABILITA' E RESIDENTI ISOLATI - Resta aperto il problema della viabilità e dell’isolamento in cui i 1500 residenti dei comuni di Campodolcino e di Madesimo si trovano da svariate settimane: la statale 36, unica via di comunicazione tra la Valle Spluga e la Valchiavenna, resterà ancora chiusa al traffico a causa del rischio rappresentato dalle rocce non ancora cadute al suolo. L’interdizione totale alle automobili permane, ormai, da giovedì ma la situazione viabilistica risulta essere precaria fin dai primi movimenti del fronte franoso: dal 13 aprile, infatti, la strada è percorribile unicamente in 3 finestre orarie – nella prima mattinata, nel primo pomeriggio e la sera. Al di fuori di queste fasce protette i collegamenti sono stati garantiti dal sentiero Spluga che, lungo un tracciato di circa un chilometro, permetti di bypassare a piedi – con tre quarti d’ora di camminata - la zona sottostante la frana. 

Il Dipartimento della protezione civile ha fatto sapere che sta seguendo "con attenzione" l'evolversi della situazione e, in continuo contatto con la Regione Lombardia e la Prefettura di Sondrio, ha provveduto all'attivazione del Comando operativo di vertice interforze della Difesa per garantire "la massima assistenza alla popolazione interessata". Il Dipartimento, inoltre, è in attesa degli elementi da parte della Regione Lombardia per poter eventualmente procedere alla dichiarazione dello stato d'emergenza, finalizzata alla realizzazione di una viabilità temporanea e alternativa che ponga rimedio all'isolamento dei comuni di Madesimo e di Campodolcino. 

FRANA GALLIVAGGIO_31448714_123152"SIAMO IN GINOCCHIO" - Questo nuovo episodio si è innescata su una situazione già critica: un'economia in ginocchio e 1.500 abitanti isolati da oltre un mese. Tutto ha avuto inizio il 13 aprile scorso quando alcune rocce si sono staccate dal versante della montagna sovrastante il santuario di Gallivaggio e la strada statale 36. Con la Strada statale 36 chiusa al traffico – impossibile anche il transito nelle fasce orarie protette, a causa del pericolo costituito dall’ammasso di rocce instabili – gli abitanti di Madesimo e Campodolcino sono costretti a bypassare a piedi, lungo un accidentato sentiero. "La situazione di elevata criticità ed emergenza non cambia. Purtroppo a valle è scesa solo una parte del materiale in movimento, restano blocchi importanti instabili che dovranno essere legati o demoliti per poi procedere con le opere di disgaggio - si legge in un comunicato del Comune di Madesimo -. Per questo motivo da domani si procederà alla riattivazione del sistema di monitoraggio ed alla valutazione di quali interventi ora occorre realizzare". 

"Non sarà un tempo breve, si tratta di un lavoro complesso, pericoloso e di altissima specializzazione. Sono in campo le migliori forze ed il massimo impegno. Intanto proseguiremo nell'iter necessario alla realizzazione del bypass provvisorio stradale quale via alternativa nel caso di ulteriore prolungata chiusura della strada statale: oggi è stato approvato il progetto esecutivo (realizzato in 10 giorni), martedì prossimo è convocata la conferenza di servizi decisoria al fine dell'ottenimento di tutti i pareri. Ora tocca a Roma, per il riconoscimento dello stato di emergenza da parte del consiglio dei Ministri che potrà presto far vedere il via all'opera che richiede 30/40 giorni di lavoro per la Frana di Gallivaggio (Orlandi)sua realizzazione. La Valle Spluga è in ginocchio, oggi si è aperta una nuova fase, prevista ed attesa nelle scelte degli amministratori. Il percorso non è finito. al più presto dobbiamo dare il via ai lavori che necessiteranno per uscire da questa drammatica situazione di emergenza".