Frana in Valmalenco, 3 morti
Frana in Valmalenco, 3 morti

Chiesa in Valmalenco (Sondrio), 13 agosto 2020 -  Ultimati intorno alle 16 di giovedì 13 agosto gli interventi di soccorso e controllo a Chiareggio, dove ieri una frana ha spezzato la vita di tre persone e ferito gravemente un bambino di 5 anni, rimasti orfano visto che tra le vittime ci sono entrambi i genitori. Con l'ausilio di personale specializzato nelle ricerche fra le macerie, «è confermato - fanno sapere dalla Prefettura di Sondrio - che non risultano coinvolte ulteriori persone nell'evento». Sono, al momento, ancora circa 600 le persone presenti a Chiareggio, al di là della frana, fra residenti e turisti. «La situazione è sotto controllo - spiega il sindaco di Chiesa in Valmalenco, Renata Petrella -. Tutti i turisti sono al sicuro, al caldo e con i necessari viveri». 

Sempre grave il bambino di 5 anni

Restano gravi ma stazionarie le condizioni di Leo, il bimbo di 5 anni ricoverato nel reparto di Neurochirurgia pediatrica dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e che ieri ha perso entrambi i genitori nella frana caduta sulla loro auto a Chiareggio, frazione montana di villeggiatura nel territorio comunale di Chiesa in Valmalenco.

Le vittime e i feriti 

Sul fuoristrada condotto dal papà Gianluca Pasqualone, 45 anni, originario di Roma, è morta anche la mamma Silvia Brocca di 41 anni, entrambi residenti a Comabbio, in provincia di Varese. Un'altra vittima è Alabama, 10 anni compiuti proprio ieri e anche lei residente a Comabbio, figlia di una coppia di amici con i quali la famiglia aveva pranzato a Chiareggio poche ore prima della tragedia. I genitori della ragazzina seguivano su un'altra vettura e sono rimasti illesi: hanno visto la loro bambina morire. Mentre un altro ferito è Davide Rizzi, 49 anni, di Merone (Como), vigile del fuoco volontario a Erba, rimasto a sua volta ferito e che non voleva salire sull'elicottero che l'avrebbe portato in ospedale perché, seppure ferito dopo i soccorsi da lui prestati, voleva ancora tornare nel greto del torrente per cercare di salvare la bambina di 10 anni.

La messa in sicurezza della zona

"Abbiamo verificato tutto il bacino della frana per capire gli immediati interventi per il ripristino delle condizioni di sicurezza. E' stato deciso di finanziare due interventi da 100 mila euro ciascuno per liberare sia a monte che a valle, l'alveo, le briglie e il 'tombotto', il condotto sotto la strada. E' stato anche tolto materiale che ostruiva passaggio dell'acqua nel condotto". Lo ha spiegato l'assessore lombardo alla Protezione civile Pietro Foroni che insieme all'assessore regionale agli Enti locali, Montagna e piccoli Comuni, Massimo Sertori, ha fatto un sopralluogo a Chiareggio in Valmalenco, per fare il punto della situazione con gli amministratori locali, i geologi e i tecnici nella zona della frana a causa della quale ieri hanno perso la vita tre persone e una quarta è rimasta gravemente ferita.  

"Con l'elicottero e i droni abbiamo verificato che a monte della strada c'è ancora materiale che si è mosso a seguito della bomba d'acqua di ieri, ma non ancora sceso a valle. Da un primo riscontro sembra che, nel caso in cui non si verifichi un avviso di condizioni meteo avverse, il materiale ancora a monte non dovrebbe scendere a valle e ci potrebbero essere quindi le condizioni per percorrere il tratto di strada che è stato liberato tempestivamente dal fango e dai detriti. In caso di pioggia il materiale residuo restato a monte potrebbe causare condizioni di pericolosità. Al momento la strada è sotto sequestro", ha sottolineato l'assessore Sertori.  

"Fatte le opportune verifiche con i tecnici, - ha aggiunto l'assessore agli Enti locali, Montagna e piccoli Comuni - si valuterà se ci sono le condizioni per un'apertura anche solo parziale della strada che dovrà essere preceduta da una verifica statica della struttura. A monte della frana restano ancora circa 600 persone che al momento sono isolate". "Prevediamo un intervento maggiore per mettere una briglia selettiva che valuteremo di finanziare come Regione - ha spiegato l'assessore alla Protezione civile - previo naturalmente uno studio per verificare le condizioni reali del sito".