Villa di Chiavenna, 23 agosto 2017 - Una frana imponente poco dopo il confine che separa la Valchiavenna dalla Svizzera ha imposto l'evacuazione di diverse famiglie e la chiusura della strada. Sono ore di ansia anche per i tanti frontalieri valchiavennaschi, che potrebbero faticare non poco a tornare a casa.  La frana del Pizzo Cengalo, più imponente del previsto, ha infatti causato la chiusura della strada poco oltre il confine in località Bondo. L’intensa quantità di materiale dello smottamento (previsto e monitorato da tempo) è arrivata a lambire la strada principale e ha portato anche all’evacuazione di diverse famiglie residenti: oltre 100 le persone sfollate. Un ponte sul fiume Bondasca, a Bondo, è crollato, mentre la strada cantonale della valle è stata chiusa tra Stampa e Castasegna, sempre in Svizzera.

Le autorità hanno anche provveduto alla chiusura della dogana a Castasegna per le auto provenienti dall’Italia.  La strada rimarrà sicuramente chiusa ancora per qualche ora in attesa di sviluppi. Se non verrà ripristinata celermente saranno molti i frontalieri che dovranno rimanere in Svizzera o fare un lunghissimo giro per rincasare. Nel pomeriggio è prevista una conferenza stampa delle autorità elvetiche.

"Pochi minuti fa è stata aperta la diga di Villa. Il fiume Mera sta trasportando materiale del Cengalo alla forza di 15 metri cubi al secondo. Prestate attenzione", ha scritto sulla sua pagina di Facebook il sindaco di Piuro, Omar Iacomella, che ha anche postato video che mostrano lo stato del Mera e della diga, così come diversi utenti valchiavennaschi, che hanno condiviso sul social network la preoccupazione e filmati eloquenti quanto preoccupanti. 

"Siamo molto preoccupati anche per la Val Bondasca, lì ci potrebbero essere escursionisti e persone all'alpe", ha spiegato la sindaca di Bregaglia, Anna Giacometti, ai microfoni della Radiosvizzeraitaliana, spiegando anche che «il geologo ci aveva consigliato di attivare le misure di sicurezza, cosa che abbiamo fatto. Ma nessuno si aspettava che la nuova frana sarebbe caduta così presto e con questa importanza». I segni di nuovi cedimenti, si legge sul sito della Rsi, "erano già stati notati domenica 13 agosto e dal 24 giugno si è registrata una trentina di piccoli crolli". L'area, inoltre, "ha segnato movimenti e crolli già nel 2011 e nel 2012 ed era tenuta sotto controllo ed era attesa una frana tra i 2 e i 3 milioni di metri cubi di roccia». Con la frana di oggi, invece, sarebbero scesi a valle 4 milioni di metri cubi di detriti. Come si legge sempre sul sito della Radiosvizzeraitaliana, che dà notizia di una conferenza stampa della Polizia cantonale, "le 100 persone evacuate da Bondo sono al sicuro e dormiranno fuori casa". E non si hanno informazioni di morti o feriti, come ha spiegato Andrea Mittner della Polizia cantonale. Gli escursionisti e le persone presenti nelle capanne, riferisce sempre il sito della Rsi, sono stati elitrasportati