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8 mag 2022

È morto l’operaio travolto dalla moto mentre rincasava

Robbiate, conduceva a mano la bici attraversando sulle strisce

8 mag 2022
daniele de salvo
Cronaca
La moto a terra sull’asfalto a Robbiate dopo il drammatico investimento dell’operaio romeno che stava attraversando sulle strisce spingendo a mano la sua bici
La moto a terra sull’asfalto a Robbiate dopo il drammatico investimento dell’operaio romeno che stava attraversando sulle strisce spingendo a mano la sua bici
La moto a terra sull’asfalto a Robbiate dopo il drammatico investimento dell’operaio romeno che stava attraversando sulle strisce spingendo a mano la sua bici
La moto a terra sull’asfalto a Robbiate dopo il drammatico investimento dell’operaio romeno che stava attraversando sulle strisce spingendo a mano la sua bici
La moto a terra sull’asfalto a Robbiate dopo il drammatico investimento dell’operaio romeno che stava attraversando sulle strisce spingendo a mano la sua bici
La moto a terra sull’asfalto a Robbiate dopo il drammatico investimento dell’operaio romeno che stava attraversando sulle strisce spingendo a mano la sua bici

di Daniele De Salvo

"Fa male il desiderio delle persone che amiamo ma con cui non possiamo più abbracciarci". E’ l’ultimo messaggio postato in rete da Aurel Pavalache, l’operaio romeno di 59 anni di Robbiate che martedì è stato investito mentre attraversava la provinciale sulle strisce pedonali. Lo ha pubblicato poche ore prima dell’incidente. Il post ora sembra dedicato proprio a lui, perché l’altra sera è morto, nel letto della Terapia intensiva neurochirurgica dell’ospedale Circolo di Varese dove era ricoverato.

Quando è stato travolto sulla Sp 54, Aurel stava andando a casa in via Giuseppe Mazzini, dopo aver finito il turno di lavoro. Era in bicicletta, ma la portava a mano per attraversare sulle strisce la Monticello Brianza–Paderno d’Adda vicino all’incrocio con la Sp 56. A ucciderlo è stato un 18enne di Imbersago che sfrecciava in sella alla sua moto Yamaha R125: stava superando gli altri automobilisti fermi in coda e non lo ha visto sbucare da dietro i veicoli in coda.

L’impatto è stato devastante per entrambi, sbalzati e finiti tutti e due sull’asfalto, tanto che per soccorrerli sono stati mobilitati in contemporanea i soccorritori delle eliambulanze di Como e di Varese. Aurel è stato trasferito d’urgenza al Circolo di Varese in condizioni disperate, dove venerdì, dopo aver ultimato le procedute per accertarne la morte cerebrale, i medici che lo stavano assistendo ne hanno dichiarato il decesso, senza che si sia mai ripreso dal coma né aver abbracciato per un’ultima volta le persone che amava. Il giovane centauro è stato invece elitrasportato all’Alessandro Manzoni di Lecco: è in prognosi riservata ma non sembra correre pericolo di vita. I poliziotti del posto di Polizia in ospedale lo hanno già sentito per verbalizzare le sue dichiarazioni e la testimonianza di quanto si ricorda. Gli agenti della Polizia Locale lo denunceranno certamente per omicidio colposo, in base agli accertamenti e ai rilievi l’accusa potrebbe diventare però anche di omicidio stradale.

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