Assemblea del Credito Valtellinese
Assemblea del Credito Valtellinese

Sondrio, 28 aprile 2018 -  Pochi soci ieri all’assemblea della Spa Credito Valtellinese a Morbegno, pochi volti, ma quasi il 56% del capitale del Gruppo bancario rappresentato. Mancavano, infatti, i piccoli azionisti, quelli che solitamente riempivano il Polo fieristico; ma il bilancio, e la relativa proposta di portare a nuovo la perdita dell’esercizio 2017, pari a oltre 325 milioni di euro, è stata approvato, così come i piani di incentivazione, la sezione «Politiche e prassi retributiva» contenuta nella Relazione sulla remunerazione e l’integrazione dei corrispettivi della Società di revisione Kpmg. Il punto più discusso è stato certamente il bilancio dell’anno passato. Ad illustrare le cifre il direttore generale Mauro Selvetti.  «Il 2017 è stato un anno caratterizzato da una parola chiave: Npl (i cosiddetti crediti deteriorati, ndr.) - ha spiegato durante la sua relazione illustrando il quadro generale -. In Italia nei dieci anni di crisi ne sono stati prodotti una quantità abnorme, perché non si è intervenuto politicamente. La percentuale italiana è del 19%, la media è di 5%».

«Il Gruppo Credito Valtellinese – ha proseguito – nel 2017 ha erogato 628 milioni a privati, 1 miliardo e 597 milioni di euro a imprese e corporate, e si è trattato di nuove erogazioni. In 5 anni sono stati erogati 13,1 miliardi di euro, un miliardo in provincia di Sondrio, il 54,2% in Lombardia». Il valore dei crediti deteriorati si è ridotto dal dicembre del 2016 di un terzo, «e continuerà a ridursi – ha proseguito il direttore generale -. Il nuovo credito è di buona qualità». Per quanto riguarda, infine, la capogruppo, Mauro Selvetti ha sottolineato che «i risultati evidenziano dinamiche simili a quelle rappresentate a livello consolidato»; la perdita dell’esercizio 2017 ammonta a 325 milioni di euro. Il presidente Miro Fiordi ha poi parlato degli ultimi 120 giorni, quelli trascorsi dall’assemblea straordinaria del 19 dicembre scorso che ha dato l’ok all’aumento di capitale a quella ordinaria di ieri.

«In questo periodo – ha affermato – è nato un Creval nuovo, che potrà affrontare le sfide future con una posizione di grande forza. La ricapitalizzazione da 700 milioni di euro è stata portata a termine in soli quattro mesi. Il via libera all’aumento di capitale ha segnato una svolta importantissima, senza la quale avremmo dovuto far fronte a momenti più seri. Al contrario, da dicembre scorso la storia della banca è andata in discesa. Nei prossimi 3-4 mesi avremo degli indicatori di bilancio, di rischio e di qualità tra i migliori del sistema bancario sia come Npe ratio (il rapporto tra crediti deteriorati e il totale dei crediti erogati, ndr), liquidità, coefficienti patrimoniali. Credo anche che potremmo presentarci a fine 2018 con un bilancio positivo e tutto questo non avverrà a caso, ma è figlio di un grande lavoro, soprattutto dei nostri manager».