Soccorsi a St Moritz
Soccorsi a St Moritz

Sondrio, 19 gennaio 2021 -  La maledizione Covid si è abbattuta sulle mete dorate dello sci. Dopo Jochberg e Kitzbuhel il coronavirus ha attraversato le Alpi per arrivare a St.Moritz dove ieri due hotel cinque stelle sono stati messi in quaratena e tutte le scuole di sci sono state chiuse per un focolaio della variante sudafricana. Un incubo che ha rovinato le vacanze a migliaia di turisti, moltissimi quelli giornata e tra di loro anche tanti italiani, che subito hanno lasciato la località sciistica.

Anche per questo il governo svizzero è corso immediatamente ai ripari ordinando la quarantena nei due hotel al centro del contagio, il Badrutts’s Palace e il Kempinski dove in tutto sarebbero 12 le persone risultate positive. Tra di loro anche diversi dipendenti, nonostante gli accorgimenti adottati per cercare di far partire la stagione turistica nonostante la pandemia. "Abbiamo effettuato l’ultimo test di massa ai nostri 180 dipendenti nella prima settimana di gennaio – spiegano al Kempinski – E tutti erano negativi". Al Badrutts’s Palace i test vengono richiesti anche ai clienti prima del loro arrivo in albergo. "Da metà dicembre a oggi abbiamo effettuato 1.500 test – spiega la direzione – Inoltre per quanto ci è dato conoscere siamo l’unica struttura di St.Moritz che chiede agli ospiti di fornire la prova di un test Covid negati all’arrivo in hotel e prima del check-in". Eppure qualcosa deve essere andato storto se ieri nell’arco di poche ore dodici persone sono risultate positive. Da ieri in tutto il comprensorio è obbligatorio l’uso della maschierina anche all’aperto e sono state immediatamente chiuse tutte le scuole in attesa del test sulla popolazione che prenderà il via oggi.

«Si raccomanda vivamente ai residenti e agli ospiti di astenersi da ogni inutile contatto con altre persone e di osservare costantemente le norme igieniche e di distanza" esprime in una nota l’Ufficio cantonale di igiene pubblica, ma il timore è che il contagio si sia già diffuso. Nel weekend migliaia di sciatori, molti anche dall’Italia nonostante le limitazioni, hanno raggiunto l’Engadina. Poi c’è il timore per i dipendenti degli hotel, alcuni di loro sono stagionali che vivono in provincia di Sondrio.