Marco Confortola
Marco Confortola

Valfurva (Sondrio), 23 luglio 2019 - In montagna la solidarietà è ancora un valore. Imprescindibile. Alla fine è arrivato l’happy end ma resta la rabbia per un’operazione di soccorso che avrebbe potuto essere più tempestiva e che invece, per problemi di varia natura (soprattutto economici), si è protratta fino alla mattinata di ieri. Stiamo parlando del salvataggio dell’alpinista piemontese Francesco Cassardo, precipitato per 500 metri sabato in Pakistan sulle vette del Gasherbrum VII, accudito in quota dal compagno di avventura Carlalberto Cala Cimenti e ricoverato all’ospedale di Skardu dove ieri è stato elitrasportato. 

Al salvataggio ha partecipato, in via indiretta, anche l’alpinista di Santa Caterina Valfurva Marco Confortola che venerdì era salito in cima al Gasherbrum II (8035 metri) conquistando l’11° ottomila di una carriera da incorniciare. Mentre scendeva verso il campo base, Confortola ha incontrato Cala Cimenti e Francesco Cassardo, diretti al G7, e con loro ha brindato alla conquista del G2 con un bel sorso di Coca Cola.

I due piemontesi hanno proseguito verso la vetta, inviolata finora dalla via seguita da Cala e Francesco, e poi hanno intrapreso la discesa con gli sci. Ma qualcosa è andato storto e francesco cassardo è caduto per 500 metri, ferendosi gravemente. È partita immediatamente la macchina dei soccorsi e Marco Confortola si è reso subito disponibile per l’operazione ma sabato ha atteso invano che un elicottero lo trasportasse da francesco e cala per procedere con i soccorsi. "Sembra di vivere dentro un incubo – aveva scritto marco domenica – e non trovare la strada per uscirne. il mio “papà” degli 8.000, come io chiamo agostino da polenza, mi ha incaricato di seguire il recupero di francesco con l’elicottero militare del Pakistan... ma ci siamo trovati davanti a muri invalicabili di burocrazia, problemi assicurativi, organizzazione dei voli e altri problemi vari.. sono problematiche ben conosciute da noi alpinisti...".

Marco ha poi espresso un misto di delusione e impotenza. "Sono deluso... In 20 anni di elisoccorso non mi sono mai sentito così, avere un intervento da fare urgente con meteo ok, vento ok, visibilità perfetta. Attendere in piazzola tutto il giorno un elicottero che non è mai arrivato...". E un pensiero fisso. "Dobbiamo salvarlo".

L’alpinista Denis Urubko e l’americano Don Bowie li hanno raggiunti via terra, insieme a due altri scalatori polacchi, e dal campo base confortola ha coordinato il recupero con l’elicottero, finalmente arrivato in quota. cala ha ringraziato il ministro degli affari esteri moavero milanesi, i funzionari della farnesina e dell’ambasciata italiana in pakistam, i 4 alpinisti - "Sono degli angeli" - e Marco Confortola, "che ha coordinato dal campo base il soccorso con l’elicottero". Marco ha spiegato: "Ho parlato con il pilota, gli ho detto che era inutile portare il mio peso fin lassù, avrebbe trovato all’imbarco altre persone. Gli ho spiegato esattamente dove andare, un posto sicuro dove atterrare. noi l’abbiamo salvato. Francesco ora tocca a te, non mollare. Ti vogliamo bene. I tuoi amici".