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12 mag 2022

Dalla Valtellina alla Bergamasca: ciclovia delle Orobie senza segreti

Presentato il progetto che unirà i due territori. Importanti le ricadute sul turismo

fulvio deri
Cronaca
Sono sempre di più gli amanti delle due ruote in Valtellina realtà con tanti percorsi per i biker
Ciclovia delle Orobie

Sondrio -  Una rete ciclabile che unisce Bergamo alla Valtellina. È il progetto Orobikeando, incentrato sul cicloturismo e nato con l’intento di creare la Ciclovia delle Alpi Orobie, presentato ufficialmente ieri in Regione Lombardia. L’obiettivo è quello di valorizzare il turismo rurale e il patrimonio enogastronomico attraverso la realizzazione di una rete ciclabile tra le province di Bergamo e quella di Sondrio.

La ciclovia interessa l’area rurale che dall’aeroporto di Orio al Serio si dirige verso Bergamo, per poi risalire verso le Alpi Orobie bergamasche, proseguendo quindi sul versante valtellinese e arrivando fino a Tirano, al confine con la Svizzera. L’iniziativa è stata promossa, col sostegno di Regione Lombardia, dal Gal (Gruppi di azione locale) Valtellina Valle dei Sapori (capofila del progetto), dal Gal dei Colli di Bergamo e del Canto Alto, Gal Valle Brembana 2020 e Gal Valle Seriana e dei Laghi Bergamaschi.

"Si tratta - commenta l’assessore alla Montagna e alla Programmazione negoziata regionale Massimo Sertori - di un progetto nel quale Regione Lombardia crede molto. Un’idea sfidante di valorizzazione del paesaggio e delle eccellenze enogastronomiche, valorizzando i percorsi di mobilità lenta, già esistenti, in una chiave di sostenibilità e qualità. Tutti i territori interessati hanno lavorato in maniera sinergica e condiviso questa progettualità che nasce dal basso, dai 4 Gal coinvolti, e ha visto un allineamento di tutti i livelli istituzionali locali". Pensati con l’obiettivo di essere percorsi da tutti, i tracciati ipotizzati dallo studio di fattibilità sono di difficoltà varia.

Dalle ciclopedonali classiche, con sede propria, agli itinerari con strade moderate e a basso traffico. Senza dimenticare la viabilità agro-silvo-pastorale e le strade campestri. Sul percorso lo studio ipotizza diverse tipologie di servizi. Si pensi alle aree di sosta breve e a quelle dedicate alla sosta escursionistica, o alle aree di sosta prolungate dove ristorarsi. A questi potranno affiancarsi i punti ristoro mobili, servizi di prossimità, come bar, rifugi, aziende agricole, negozi, punti noleggio e guide turistiche. La ciclovia si sviluppa lungo una lunghezza di 795 chilometri, il tutto per 64 tracciati che si snodano nel territorio di 139 Comuni. Il 47% dei percorsi ciclabili passano su aree protette. Le ricadute del progetto possono interessare, potenzialmente, una popolazione di circa 427.000 persone. Un territorio ricco di eccellenze agroalimentari: 5 formaggi Dop, diversi vini e vitigni, (I.g.t., D.o.c., D.o.c.g.), bresaola, mela I.g.p., olio e piccoli frutti. 

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