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28 apr 2022

Sondrio, cantieri Olimpiadi: estate in salita per chi usa il treno

Dal 26 giugno al 9 settembre i lavori sulla Colico-Tirano

fulvio deri
Cronaca
Tirano pendolari e studenti mentre prendono il treno alla stazione - foto(National Press/Previsdomini)
La stazione di Tirano

 

Sondrio, 29 aprile 2022 - Disagi per chi sceglierà il treno per raggiungere la Valtellina nel corso dell’estate. In Valle inizieranno infatti a breve i lavori in vista delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. A meno di 4 anni dall’appuntamento a cinque cerchi, i cantieri programmati sia sulla rete ferroviaria sia su quella viaria stanno per incominciare. Tra i primi, quelli sulla tratta ferroviaria Colico – Tirano. "Dal 26 giugno al 9 settembre – annuncia Rfi – ci saranno dei lavori multisettoriali infrastrutturali tra Colico e Tirano. Lavori che rientrano tra quelli necessari per poter migliorare la rete ferroviaria in vista delle Olimpiadi 2026".

Quindi parliamo di parecchie opere tra le quali dovrebbero rientrare anche quelle relative alla chiusura di alcuni passaggi a livello. Ma non solo. E’ chiaro che ci saranno dei disagi per turisti e pendolari ma si confida nella capacità di Trenord di allestire un adeguato servizio sostitutivo con autobus. Sempre per quel che riguarda le infrastrutture viarie per le prossime Olimpiadi invernali, gli esponenti Pd regionali (Fabio Pizzul capogruppo al Pirellone) e provinciali (il presidente Michele Iannotti) hanno chiesto, attraverso un’interrogazione depositata ieri a Milano, che "Regione Lombardia coinvolga i territori della provincia di Sondrio. Attivandosi per convocare il collegio di vigilanza e che valuti e supporti un progetto alternativo di accesso alla tangenziale di Sondrio, per tutelare il paesaggio e l’ambiente nei pressi del santuario della Sassella (posto alle porte di Sondrio, ndr.)".

"Già nel 2006 - spiega Pizzul - è stato stipulato un accordo di programma per la realizzazione degli interventi di potenziamento e riqualificazione della viabilità di accesso alla Valtellina, che prevedeva la costituzione di un collegio di vigilanza presieduto dall’assessore alle Infrastrutture della Regione (il quale delegava a sua volta il rappresentante della giunta regionale che si occupa delle politiche relative alla Montagna, ruolo oggi ricoperto da Massimo Sertori) e composto da un rappresentante degli altri enti coinvolti. Un organismo che però non è stato più convocato dall’estate del 2019, nonostante abbia, tra gli altri, il compito di individuare le criticità nell’attuazione dell’accordo stesso e proporre soluzioni di merito".

 

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