I carabinieri sul luogo del tentato omicidio
I carabinieri sul luogo del tentato omicidio

Berbenno, 12 luglio 2019 - La 29enne Jessica Maurovich, vittima la sera del 26 giugno, in contrada Piasci, a Berbenno, di un tentato omicidio da parte del convivente, l’avvocato 41enne Riccardo Tarotelli che voleva lasciare dopo una relazione durata circa 4 anni dalla quale era nata una bimba oggi di un anno e mezzo, sta gradualmente riprendendosi, dopo essere stata dimessa dall’ospedale civile di Sondrio lo scorso martedì.

«Noi genitori assieme a Jessica - la lettera che ci fa pervenire la mamma della ragazza, Paola Biagi - cogliamo l’occasione per ringraziare le innumerevoli persone che ci hanno sostenuto in questo particolare momento: il corpo dei Carabinieri, il 118, il Pronto Soccorso, il servizio di Rianimazione, la Chirurgia e tutti i medici e personale che hanno prestato le cure a nostra figlia, il sindaco di Berbenno, Valerio Fumasoni che tanto si è attivato affinchè la piccola fosse affidata a noi, i Servizi Sociali, il nostro avvocato Enza Mainini che ci assiste, l’agriturismo Sesterzio, le strutture ricettive di Sondrio che ci hanno ospitato. Un ringraziamento particolare a Stefania, l’amica del cuore di Jessica, Emanuele, Alessia e Arianna che ci sono stati sempre vicini cercando, in tutti i modi, di farci sentire a casa e in famiglia. Un ringraziamento va anche a tutti i nostri parenti e amici, triestini e no, che da lontano ci hanno supportato in ogni modo con affetto e rispetto per il nostro dolore. Un altro sincero grazie anche al vertice aziendale della società che mi vede impiegata da molti anni il quale mi sta venendo incontro per darmi il sostegno necessario».

«Da questo tragico momento - aggiunge la donna - che ci ha visti coinvolti nostro malgrado, cerchiamo di trarre tutta l’energia positiva delle persone vicine e solidali per iniziare una nuova vita, affinchè giustizia e verità siano sempre e comunque le uniche armi in nostro possesso. Grazie di cuore a tutti: Jessica, Paola e Giovanni». E da mercoledì la piccina, su disposizione del Tribunale dei minori di Milano, è «a casa con i suoi familiari, in un ambiente sereno», dice nonna Paola, senza rivelare in che località si trovi.

«Jessica e la mia nipotina - ricorda Paola Biagi - sono entrambe triestine, hanno pertanto il Dna dei carsolini (genti del Carso, ndr) e quindi sono dure da scalfire. Ora tutte e due sono attaccate fra loro come cozze».

Come sta sua figlia Jessica?

«Una donna che subisce quello che ha subito lei rischia di portarsi sempre con sè il trauma che ha subito - risponde la madre -. Dovrà ora fare dei non facili percorsi di recupero, sia sotto il profilo fisico che psichico, come è facile immaginare».

L’avvocato Tarotelli, accusato di tentato omicidio e sequestro di persona aggravati, è attualmente nel carcere sondriese di via Caimi. La difesa Romualdi, al momento, non ha presentato alcun ricorso in Cassazione. Obiettivo? Ottenere i domiciliari per Natale.