Michele Bordoni

Sondrio, 17 maggio 2018 - Michele Bordoni presto uscirà dal carcere di Sondrio e verrà trasferito in una Rems, una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sondrio, Carlo Camnasio, dopo l’udienza per la discussione, in sede di incidente probatorio, della perizia psichiatrica effettuata dal perito nominato dal tribunale, il dottor Mario Lanfranconi di Lecco, sul 27enne di Poggiridenti che sabato 9 dicembre entrò in piazza Garibaldi con l’auto lanciata a folle velocità tra le bancarelle dei mercatini natalizi, investendo tre persone e ferendone anche una quarta nella fuga a piedi. La perizia di Lanfranconi, così come quelle effettuate dai periti di parte voluti da accusa e difesa, ha messo nero su bianco che Bordoni, al momento di quel drammatico episodio che gli è costato l’accusa di strage, era totalmente infermo di mente, non in grado di intendere e di volere.

Non solo, però: il valtellinese è anche socialmente pericoloso, e pure su questo punto i periti sono concordi. Accusa e difesa, però, in aula si sono scontrati sulla misura provvisoria a cui sottoporre Bordoni. IL Gip Camnasio ha appoggiato la richiesta dei Pm Stefano Latorre e Luisa Russo e ha optato, appunto, per un trasferimento provvisorio di Bordoni in una Rems, strutture ad alta protezione previste dalla Legge 81, la stessa che ha fissato la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Secondo i magistrati, infatti, c’è il rischio di reiterazione del reato e di fuga. Sono 28 in Italia le Rems, la più vicina è quella di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova. Una misura provvisoria, come detto, in attesa dell’udienza preliminare durante la quale, con assoluta probabilità, il 27enne verrà prosciolto dalle accuse proprio a causa del totale vizio di mente.

A questo punto, poi, sarà il giudice dell’udienza preliminare a decidere doveMichele Bordoni dovrà stare, se ancora in una Rems oppure in una comunità meno restrittiva dove affrontare un percorso di riabilitazione che un giorno, se dovesse venire meno la pericolosità sociale riconosciuta dagli psichiatri, potrebbe ridargli la libertà