Sondrio, 15 maggio 2018 - Sabato 9 dicembre entrò in piazza Garibaldi a Sondrio con l'auto lanciata a folle velocità tra le bancarelle dei mercatini natalizi, investendo tre persone e ferendone anche una quarta nella fuga a piedi: Michele Bordoni, 27enne di Poggiridenti, non era in grado di intendere e di volere. 

Lo ha stabilito la perizia psichiatrica effettuata dal dottor Mario Lanfranconi di Lecco, perizia discussa ieri mattina in tribunale a Sondrio. Il perito nominato dal giudice per le indagini preliminari, Carlo Camnasio, non ha dubbi: il 27enne di Poggiridenti al momento di quel drammatico episodio, che gli è costato l'accusa di strage, era totalmente infermo di mente. Del resto, anche i periti di parte, nominati dalla Procura di Sondrio e dal legale di Bordoni, l'avvocato Francesco Romualdi, concordano su questa tesi. Il giovane valtellinese, quindi, non era in grado di intendere e di volere, ed è anche socialmente pericoloso: anche su questo punto i periti sono concordi.

Accusa e difesa, però, ieri in aula si sono scontrati sulla misura provvisoria a cui sottoporre Bordoni, che presto, con tutta probabilità, lascerà il carcere di Sondrio, dove è stato trasferito alcune settimane fa dopo la detenzione nel penitenziario di Monza. La Procura, infatti, ha chiesto al giudice che il 27enne sia trasferito in una Rems, strutture ad alta protezione previste dalla Legge 81, la stessa che ha fissato la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Secondo i pm, infatti, c'è il rischio di reiterazione del reato e di fuga. L'avvocato Romualdi, invece, ha chiesto che il suo assistito venga assegnato ad una comunità riabilitativa (Cra), una struttura meno restrittiva rispetto a quelle individuate dall'accusa. Si pronuncerà domani in merito a queste istanze il gip Camnasio, chiamato punto a decidere se il 27enne potrà lasciare il carcere e dove verrà trasferito, almeno in via provvisoria.