Intervento chirurgico
Intervento chirurgico

Sondrio, 10 marzo 2019 - Un gesto di amore e di estrema generosità, ma che sottende anche un importante messaggio sull’importanza della donazione di organi, che spesso può salvare la vita e che, seppur poco diffusa, in Italia è possibile anche da vivente. «Voglio raccontare la mia storia non per vantarmi o mettermi in mostra, ma per lanciare un messaggio e porre l’accento su un tema troppo spesso sottovalutato. E se con la mia esperienza anche solo una persona potrà ottenere l’organo che le salverà la vita, ne sarà valsa la pena».

Parla così Sergio Lotti, cinquantanovenne residente ad Ardenno, che si appresta a donare un rene al nipote 35enne Marco, che vive a Rimini. Anche Sergio è originario della riviera romagnola, e pur vivendo da anni in Valtellina con la moglie, è ancora legato a doppio filo alla sua terra. Lì, infatti, abitano la sorella, il cognato e i due nipoti, la sua famiglia. E proprio ad uno dei figli della sorella, Marco, Sergio è intenzionato a donare un rene, così da porre fine alle sue sofferenze.

«Mio nipote – racconta Sergio – ha un’insufficienza renale cronica ormai da dieci anni. Con questa grave patologia l’unica strada è la dialisi, almeno finché non sia possibile un trapianto. Nel novembre del 2017 ci siamo trovati davanti a una scelta e io ho deciso di donargli un rene. Lui è la mia famiglia e questo è certamente un gesto d’amore, ma per me assolutamente normale». Il percorso per arrivare al fatidico trapianto, però, non è affatto semplice. «La normativa prevede passaggi lunghi e complicati – spiega infatti lo zio del malato –. Il primo colloquio con il medico del Centro dialisi di Rimini risale a oltre un anno fa, nel novembre del 2017. Tra poche settimane sarò a Verona, perché è lì che mio nipote poi verrà operato, per ulteriori analisi, e il momento del trapianto si avvicina. Quando finalmente uno dei miei reni sarà trapiantato nel corpo di mio nipote senza dubbio il nostro legame diventerà ancora più forte. L’unica cosa che conta per me in questo momento è che Marco stia bene».

Sergio Lotti, come detto, vuole raccontare la sua storia affinché possa essere di esempio e aiutare altre persone che vivono problemi e drammi simili a quello di suo nipote Marco. «In Italia – afferma infatti – la donazione di organi da vivente è possibile, anche se la normativa è piuttosto complessa. Si può donare un rene e una porzione di fegato, è consentita anche la donazione parziale di polmone, pancreas e intestino. Il tutto, ovviamente, a titolo libero e gratuito. Una pratica, però, purtroppo poco diffusa, la percentuale dei trapianti di rene da vivente sul totale delle operazioni effettuate si aggirava attorno al 13% nel 2016. E anche se negli anni successivi sembra si sia registrato un leggero aumento, le percentuali sono ancora troppo basse se si pensa che in altri Paesi, come ad esempio il Giappone, questo tipo di trapianti rappresenta la stragrande maggioranza di quelli che vengono effettuati».