Unione ad Albaredo
Unione ad Albaredo

Albaredo, 8 marzo 2017 - Un matrimonio in grande stile, con 250 invitati e tra i gestori dell’unico hotel e ristorante di un piccolo paese, in un borgo che conta poco più di 350 abitanti fa sempre notizia. Ancora di più se gli sposi sono due uomini che, dopo anni insieme, decidono di suggellare il loro amore con un unione civile, grazie alla legge 76 del 2016. Ma loro non vogliono assolutamente fare della loro unione in Comune ad Albaredo San Marco un fatto pubblico, e i loro amici, tanti, stanno rispettando il loro desiderio senza pubblicizzare l’evento, che comunque non potrà certo passare inosservato. Sabato i due uomini diranno sì davanti al sindaco del paese immerso nelle Valli del Bitto, Antonella Furlini, poi in programma una grande festa.

Circa 250 invitati per il ricevimento nell’albergo che insieme gestiscono. Già per l’addio al celibato, qualche giorno fa, era stata organizzata una grande festa. Uno dei due sposi è di Traona e ha circa 35 anni, l’altro originario del lago di Como, di una decina di anni più grande. Difficile sapere di più, proprio perché, nonostante tutti in paese conoscano i dettagli di quello che può essere definito l’evento dell’anno ad Albaredo, nessuno vuole parlare e rompere quella campana di vetro sotto cui i due innamorati hanno voluto, legittimamente, chiudersi. Non si tratta della prima unione civile tra persone dello stesso sesso celebrata in provincia di Sondrio dopo l’approvazione della legge 76 l’anno scorso. A Tirano a inizio novembre 2016 avevano detto sì Lorenzo e Guido, se non il primo uno dei primissimi casi in Valtellina, portato all’attenzione della comunità dal vice sindaco della Città Aduana, Francesca Zucchetti, che con gioia ed entusiasmo aveva «celebrato il rito».