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24 apr 2022

Agroalimentare in crisi Perse 3.600 imprese

La Lombardia non si salva e fa registrare un calo del 7% in cinque anni e fa peggio del resto d’Italia dove l’emorragia del settore è al –3,3%

roberto canali
Cronaca

di Roberto Canali

Sulla carta l’Italia è il posto in cui si mangia meglio al mondo, ma i numeri dell’industria agroalimentare raccontano un Paese che negli ultimi cinque anni ha perso il 3,3% delle proprie aziende, con la Lombardia che non si salva e anzi fa peggio, registrando un calo addirittura del 7%, pari a 3.600 imprese che hanno chiuso i battenti. La contrazione ha riguardato tutte le province della nostra regione in particolare Mantova, Brescia e Pavia hanno evidenziato i cali maggiori in termini assoluti sono (rispettivamente -889, -820 e -813 unità, pari al -10,6%, al -7,4%, e al -11,7%). Le imprese attive in Lombardia sono 49mila, pari al 6% del totale delle attività, Al di sotto della media regionale, pari al 6%, ci sono Lecco 5,5% e Como 5,2%, Varese (3,1%), Monza Brianza (1,9%) e Milano (1,7%). Viceversa, quattro province lombarde superano la quota del 10% rispetto al totale delle imprese: Mantova (21,9%), Sondrio (17,5%), Cremona (15,1%) e Pavia (14,8%). Viceversa è positivo il dato relativo agli occupati che nel settore sono oltre 153mila, pari al 4,1% del totale dei lavoratori censiti in Lombardia. Confrontando i dati di fine 2021 con la situazione di inizio 2016, si evince che a livello nazionale il numero degli addetti del settore è aumentato di circa 262mila unità (+20,8%). In Lombardia la crescita è stata di quasi 30mila unità (+24,4%). Segno che nonostante il numero delle aziende sia diminuito in termini assoluti quelle attive hanno incrementato la loro manodopera. Gli addetti in Lombardia risultano quasi 153mila, con un peso del 4,1% sul totale regionale.

Nelle province di Como e Lecco rappresentano il 3,6% e il 4% della totale degli occupati, seguono Bergamo (3,7%), Milano (2,5%), Varese (2,3%) e Monza (1,6%). Viceversa, Mantova e Cremona sono le uniche oltre il 10% degli addetti totali (rispettivamente 13,5% e 12%). Tutte le province lombarde hanno visto crescere il numero degli addetti, ad eccezione di Pavia (-732 unità, -6,5%) e Lodi (-110 unità, -2,8%); in valori assoluti, i territori che hanno evidenziato le performance migliori sono Milano, Brescia e Mantova (rispettivamente +18.300 pari all’89,1% in più, +4.300 pari a 21% in più, più 3.600 con un aumento del 21%). Nel 2021 in Lombardia il numero degli addetti dell’agroalimentare è cresciuto di 5.300 unità (+3,6%). In valori assoluti l’agroalimentare rappresenta il 5,9% del totale dell’export lombardo (pari a 8,1 miliardi di euro). Rispetto al 2020, le esportazioni dell’agroalimentare sono cresciute dell’11,3% a livello regionale (+820,6 milioni). I territori con le migliori performance sono Milano (+501,1 milioni di euro: +28,2%), Cremona (+65,6 milioni: +9,9%) e Bergamo (+62,1 milioni: +6,1%).

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