Sesto San Giovanni (Milano), 9 aprile 2018 - Per la prima volta, dopo 40 anni, le Signore della Coppa si sono riunite davanti ad allenatori, giocatrici, dirigenti e tifosi rossoneri. Ieri mattina il Geas Basket ha voluto ripercorrere la finale a Nizza contro lo Sparta Praga del 30 marzo 1978. Una partita storica, che vide le sestesi conquistare la Coppa dei Campioni.

«Siete e sarete sempre le prime ad aver segnato questa impresa - ha detto ieri Dan Peterson -. Quel trofeo fu il primo di una squadra dell’Europa occidentale, dopo anni di supremazia delle società dell’Est. Io a quei tempi ero a Bologna ad allenare la Virtus. Venni a Sesto due volte a vedere il Geas. L’ho definito una macchina da guerra per l’attitudine in campo: le ragazze stavano lì solo per vincere». Il primo trofeo del basket femminile e dell’intero sport azzurro. Dante Gurioli allenò la formazione nei due anni precedenti. «Avevamo vinto sempre lo scudetto ed eravamo arrivati sempre in semifinale di Coppa. Nel ‘78 per problemi politici la squadra russa non partecipò». Insomma, si sentiva a portata di mano la vittoria. «Nel girone precedente avevamo già vinto contro lo Sparta Praga per 18 punti – ha ricordato la Divina Mabel Bocchi -. Eravamo una squadra completa, affiatata. Sono riuscita a essere quello che sono stata, un punto di riferimento, grazie a tutte loro». Accanto a lei, Rosy Bozzolo, un play che correva per due e non stava mai ferma. «Giocai quella partita quasi in apnea, ma nei giorni precedenti eravamo fin troppo tranquille. Ricordo che con le Cesati andammo a prendere il sole. Quando ci chiamarono per la consegna della Coppa, ci fu un ritardo perché non mi trovavano: ero rimasta in panchina a piangere».

Nell'auditorium di Multimedica, sponsor del club, sono state proiettate per la prima volta le immagini della finale, ora disponibili al grande pubblico. Poi le Signore della Coppa (Bocchi, Bozzolo, Battistella, Sandon, Ciaccia, Re, Fogliani, Cesati, Baldini) hanno ricevuto la riproduzione personalizzata di quel trofeo, direttamente dalle giocatrici che oggi indossano la maglia Geas. Così, Giulia Arturi ha potuto consegnare il premio alla madre Rosy Bozzolo. «Dopo la nascita dei miei figli e il giorno del matrimonio, quella vittoria a Nizza è stata la giornata più bella della mia vita», ha rivelato Lella Battistella. Tanti gli attestati che ieri il Geas ha ottenuto dal mondo sportivo e istituzionale di tutta Italia. «È una staffetta straordinaria di tanti volontari, dirigenti, tecnici, che dura dal 1955», ha commentato il presidente Filippo Penati.