Sesto San Giovanni (Milano), 18 aprile 2018 - Il sindaco lo invita a ripensarci, l’ormai ex vice che protocolla solo dopo mezzogiorno le dimissioni annunciate la sera prima sui social e un botta risposta che, tra i due, continua a colpi di post su Facebook. È finita così l’alleanza tra Roberto Di Stefano e il “capitano” Gianpaolo Caponi di Sesto nel Cuore. Il primo cittadino rivendica le scelte di questi 9 mesi (la moschea, lo sfratto ad alcune associazioni, i controlli tra gli assegnatari delle case popolari, i daspo) e lamenta al suo ex socio di non aver voluto premere sull’acceleratore. "Probabilmente, da parte sua, è mancata un po’ di sintonia sulla necessità di cambiare veramente rispetto alle esperienze fallimentari delle precedenti amministrazioni". Poi non si fa mancare due stoccate. Una personale. "Se Gianpaolo è deluso anche per la mancata candidatura alle elezioni politiche, non dipende certo da me e comunque è una questione che alla città non interessa". Immediata la risposta, sempre a distanza sui social. "I miei e i nostri valori e il bene della città vengono prima di tutte le mie ambizioni personali. L’impegno lo metterò come sempre anche senza lo scranno, rinunciando al prestigio che ne deriverebbe dal ruolo e dai suoi emolumenti". La seconda frecciata è, invece, politica. E rimanda alla situazione interna del polo civico. Perché, prima che una crisi di maggioranza, questa è una crisi tutta dentro a quel popolo civico che si era aggregato attorno a Caponi per poi lasciarlo poche settimane fa. "Comprendo che Gianpaolo abbia avuto recentemente dei problemi all’interno della sua coalizione, perdendo pezzi - commenta Di Stefano -. Non nego alcune frizioni, più di metodo che sui contenuti, ma non credo che siano motivazioni sufficienti per una scelta del genere". Eppure oggi il nodo resta sui numeri in consiglio comunale.

Il sindaco rassicura i sestesi: "Conto su una maggioranza solida e coesa in aula e continuerò a quindi a guidare la città". Del resto, tre consiglieri (Alessandra Aiosa, Federico Pogliaghi e Gabriele Ghezzi) hanno già lasciato il “capitano” per fondare Identità Civica e giurare lealtà alla giunta. Ma ne manca uno. Lunedì sera, sempre su Facebook, è stata pubblicata una foto dei reduci di Sesto nel Cuore con il messaggio "Come sempre insieme". Però ne mancava già uno: Gianmaria Vincelli, che i rumors vogliono fedele al sindaco e che sarebbe il ponte tra Sesto nel Cuore e il resto della maggioranza. "Il nostro compito sarà vigilare - annuncia Caponi -. Lo faremo senza ruoli in giunta, con i consiglieri che saranno liberi di sostenerla nel lavoro ogni qual volta questo collimerà con il bene della città, i nostri valori e i programmi a suo tempo condivisi". Tradotto: il sindaco stia attento che i numeri potrebbe non averli. Veti incrociati e possibili manovre per mettere la giunta sotto scacco, come avviene da due anni a Cologno Monzese. Mentre oggi Roberta Pizzocchera dovrebbe ricevere l’investitura di assessore all’Educazione, prendendo il ruolo di Angela Tittaferrante, Leu chiede le dimissioni di Di Stefano e Roberta Perego (Pd) rimarca che "la maggioranza che siede in giunta e che da oggi governerà la città non rappresenta più la volontà degli elettori".