Il visore consente di visitare in modo virtuale luoghi distanti e suggestivi
Il visore consente di visitare in modo virtuale luoghi distanti e suggestivi

Cinisello Balsamo (Milano), 30 gennaio 2019 - Un viaggio nel cuore di Firenze, tra il Duomo, il campanile di Giotto e il Battistero di San Giovanni. Oppure una spiaggia deserta e silenziosa, o una nuotata nell’oceano per sfiorare con un dito i delfini. Esperienze uniche, che i 40 ospiti del Centro diurno della Rsa Residenze Il Sole di Cinisello Balsamo (che conta anche 100 ricoverati) possono fare stando in poltrona, persino senza alzarsi dalla sedia a rotelle. Un’esperienza possibile grazie a Sara Lobasso e a un paio di visori per la realtà virtuale. Nella struttura in provincia di Milano da inizio gennaio Sara ha avviato la sperimentazione del suo lavoro di tesi in Scienze dell’educazione. A un esame di distanza dalla laurea triennale, Sara (classe 1996, residente a Sesto San Giovanni), ha proposto alla Rsa un esperimento per valutare l’impatto della realtà virtuale sul benessere degli anziani. L’idea è piaciuta al professor Garavaglia, docente di educazione mediale alla Bicocca di Milano e anche alla dottoressa Cristiana Bonfanti, responsabile dell’area socio-sanitaria-assistenziale della struttura di Cinisello. Così per tutto il mese di gennaio, per circa 8 ore a settimana, Sara ha realizzato il suo esperimento.

«Grazie a questo lavoro si potrà confermare la valenza di questa tipologia di media tecnologici nell’aumento di sensazioni positive quando si visualizzano esperienze immersive rilassanti, o legate a viaggi in località remote, o ancora filmati di attività stimolanti», sottolinea la laureanda. Che una volta fatto indossare il visore all’ospite, segue dal tablet il filmato di una decina di minuti e poi interroga l’anziano su questa sua esperienza. «Le risposte sono stupefacenti. C’è chi si commuove, chi si è rilassato molto per tutto il giorno e quindi ha voluto rifarlo anche l’indomani». «Siamo contenti. Ci piace sperimentare e stiamo notando i risultati di questo progetto», confessa la dottoressa Bonfanti. «Le nuove tecnologie possono davvero migliorare la vita», chiosa Sergio Azzi, general manager della 33MnT Italy Srl, la start-up che ha fornito gratuitamente la strumentazione per la sperimentazione.