La tassa deve coprire il costo del servizio di oltre 13 milioni
La tassa deve coprire il costo del servizio di oltre 13 milioni

Sesto San Giovanni (Milano), 21 giugno 2019 - Bollettini in ritardo e che portano aumenti anche del 20% sulle utenze domestiche. È caos sulla Tari, la tassa sull’igiene urbana che deve coprire il costo complessivo del servizio, vale a dire 13.159.497 euro. La scadenza della prima rata è l’1 luglio, ma diverse famiglie ancora non hanno ricevuto la lettera del municipio. Chi invece l’ha ricevuta protesta. "Insieme al conto avrebbero potuto spiegare i motivi dell’incremento, visto che la pulizia della città lascia sempre a desiderare".

A essere stata toccata è la quota fissa. C’è poi un altro elemento che ha portato la spesa complessiva a lievitare per 370mila euro. "Quest’anno è stato inserito per la prima volta il costo di accantonamento e ammortamento che permette di recuperare il mancato introito da agevolazioni e riduzioni che per legge devono essere recuperate e che era stato completamente trascurato negli anni passati - replica l’assessore al Bilancio, Nicoletta Pini -. Oggi viene inoltre sanata un’altra anomalia che alterava il quadro economico: gli utenti non più reperibili venivano lo stesso inclusi generando così un debito". Infine, dice Pini, è stato previsto "un corretto adeguamento tariffario per far fronte ai maggiori costi rilevati nel corso dell’esercizio per l’estensione dell’umido in tutti i quartieri". Le polemiche non si placano. "In realtà l’ultimo atto della vecchia Giunta, nel 2017, aveva previsto una diminuzione dei costi anno dopo anno", ha rimarcato il gruppo “Sesto Allucinazioni”, che sulla Tari ha organizzato addirittura una diretta Facebook dal parco della Bergamella. "L’assessore parla di tutti questi adeguamenti ora introdotti. Significa che lo scorso anno li avevano dimenticati?".

Per i prossimi due anni sono previsti nuovi incrementi. Tradotto: i bollettini saranno più leggeri solo quando entrerà in funzione la biopiattaforma di Cap Holding e la tariffa puntuale, che già avrebbe dovuto essere introdotta. Specchio riflesso, c’è anche chi ricorda l’aumento medio della tassa sui rifiuti del 9,72%, deliberata nel 2015 quando si era passati da un fabbisogno finanziario di 11,3 milioni del 2014 ai 12,4. Una scelta che aveva visto sulle barricate l’allora opposizione che oggi è al governo. "È vero, la Tari aumenta. È stata una scelta dolorosa, ma annunciata già da mesi. Nei prossimi anni abbiamo stimato che si andrà a scendere con la pressione sui cittadini", aveva annunciato l’ex assessore Elena Iannizzi in aula.