I promotori Cosi e Parviero sul palco del Vittoria
I promotori Cosi e Parviero sul palco del Vittoria

Sesto San Giovanni (Milano), 5 novembre 2018 - Concerti, installazioni,  ma soprattutto una ricerca certosina delle origini del rione Vittoria. Così, il quartiere che si sviluppa ai lati di viale Marelli ha deciso di celebrare i suoi cento anni di vita. "I nomi delle vie di questo rione sono stati dati con la volontà di celebrare la vittoria della Prima Guerra Mondiale – ha spiegato Dario Cosi, in un teatro strapieno -. Il nostro intento di oggi non è quello di celebrare la vittoria militare, ma la vita e la memoria del quartiere, anche rivitalizzandolo con forme di convivenza e collaborazione tra abitanti e commercianti". Cosi, che è anche vicepresidente della Pro Loco, insieme a Giuliano Parviero, storico per passione e abitante del rione, ha messo a punto una vera e propria ricerca, illustrata al Teatro Vittoria. "La cartografia mi ha sempre interessato – ha raccontato Parviero -. In una delle prime carte militari del 1883 l’unica cosa che si vede è il canale Villoresi. Sesto era piena di canali e, all’epoca, l’industria era legata alla produzione del baco da seta".

Parviero ha cercato di risalire a prima del conflitto mondiale. "Fin dal 1903 vediamo qualche edificio, anche se il rione vero e proprio, con i nuovi insediamenti, lo abbiamo dal 1923". Un rione a triangolo tra ferrovia, cavalcavia Buozzi, via Fiume. "Ci sono varie linee di pensiero su dove spingere il rione Vittoria: c’è chi lo fa terminare molto prima del confine con Milano". Il quartiere segue la storia industriale della città e in particolare della Breda, con il primo insediamento abitativo in via Camagni. Nasce in funzione delle vecchie industrie, ma a differenza del Villaggio Falck non si identifica totalmente con gli stabilimenti. "L’obiettivo è proseguire la ricerca storica. Lanciamo l’appello a chi vuole aiutarci e conserva documenti di famiglia, utili a questa indagine". Intanto, a maggio è nata ufficialmente l’associazione ViviVittoria. "Vogliamo risalire alle nostre radici per andare verso il futuro e capire come migliorare la zona – commenta il presidente Rodolfo Stadler -. Cerchiamo di costruire una rete con tutti soggetti che hanno voglia di rianimare e dare significato al quartiere. Nel 2017 abbiamo organizzato la prima festa, raccolte le lamentele dei residenti, e abbiamo deciso di continuare l’esperienza".