di Laura Lana Se la serra didattica di Villa Mylius ha trovato un nuovo gestore, dopo vari tentativi da parte dell’Amministrazione, i luoghi della cultura restano ancora in cerca d’autore, dopo le chiusure decise nei mesi scorsi. Si va da SpazioArte, dove le associazioni non ci sono più, l’ex bar rimasto senza progettazione, SpazioMil e Archivio Sacchi dove il contratto di concessione è stato interrotto in anticipo, MaGe che attende da anni se non un nuovo...

di Laura Lana

Se la serra didattica di Villa Mylius ha trovato un nuovo gestore, dopo vari tentativi da parte dell’Amministrazione, i luoghi della cultura restano ancora in cerca d’autore, dopo le chiusure decise nei mesi scorsi. Si va da SpazioArte, dove le associazioni non ci sono più, l’ex bar rimasto senza progettazione, SpazioMil e Archivio Sacchi dove il contratto di concessione è stato interrotto in anticipo, MaGe che attende da anni se non un nuovo programma di rilancio, almeno un’idea. Tutti luoghi per cui l’opposizione, in coro, chiede alla Giunta la riattivazione.

"L’Archivio, attivo da più di dieci anni, nel tempo ha arricchito di attività e opportunità la nostra città con centinaia di workshop, mostre e corsi e ora rimarrà vuoto, senza un progetto per la riapertura – denuncia il Pd – Vittima di un’Amministrazione che non ha un piano per il futuro di Sesto". Simbolo di una visione assente, dice l’opposizione, è il Carroponte che quest’estate per la prima volta da anni è rimasto dismesso.

"L’intera area di via Granelli ha visto perdere attrattiva da quando si è insediata questa Giunta – continuano i Dem – Il punto più basso è sicuramente stato toccato quest’estate quando il Carroponte è rimasto buio e silenzioso come non accadeva da prima della sua riqualificazione. Queste sono le conseguenze di una politica contro la storia di Sesto".

Sul Carroponte si è espresso anche Paolo Vino, imprenditore e capogruppo dei Giovani Sestesi. "In tutta Italia, nonostante le difficoltà del distanziamento sociale e delle indicazioni restrizioni dovute alla pandemia, ho visto luoghi di musica e spettacolo. Passando per il Carroponte oggi mi piange un pochino il cuore. Se c’è un luogo che era diventato il fiore all’occhiello della nostra città, invidiato in tutta Italia, era proprio questo. Grazie alla sua politica assente, il sindaco è riuscito a spegnerlo".

Da Articolo Uno arriva la proposta per la "valorizzazione degli spazi pubblici e l’uso sociale del patrimonio. Tornare a far vivere gli spazi della città a partire da Carroponte e SpazioArte, privilegiando l’uso culturale e sociale, promuovendo e dando preferenza alle iniziative proposte dalle realtà associative e imprenditoriali, utilizzando gli spazi decentrati per ricostruire la medicina del territorio, per dare luogo al volontariato e alla partecipazione".