Sesto San Giovanni (Milano), 21 agosto 2018 - Il fondo Elliott sarebbe pronto a tutto: dal rifacimento di San Siro in cooperazione con l’Inter, che costerebbe circa 150 milioni di euro, alla costruzione di un nuovo impianto nell’area di Sesto San Giovanni per una cifra simile. L’ipotesi dell’arrivo del Milan, sotto la nuova gestione Elliott, nelle aree Falck ritorna e stavolta sembra più concreta. Ad affermarlo nei giorni scorsi è stato Paolo Scaroni, nuovo presidente del club rossonero. «Le partite le vincono i giocatori sul campo, ma i campionati li vincono le società», dice Scaroni. In questo contesto il presidente conferma di essere alla ricerca di un nuovo stadio, perché una struttura moderna può dare forti redditi aggiuntivi arrivando a raddoppiare gli incassi per le partite, e Sesto San Giovanni torna in pole position per ospitarlo. Secondo fonti di mercato, Elliott è aperto a varie soluzioni. Si va da un rifacimento di San Siro, ma in società insieme all’Inter, fino alla costruzione di un nuovo stadio. E, in questo caso, si guarda alle aree Falck.

Una telenovela infinita che, però, oggi sembrerebbe arrivata alle puntate clou con la decisione della società rossonera di avere una propria casa. E per Scaroni, nell’era della globalizzazione del calcio italiano, tutto è possibile. Anche uscire dal capoluogo per planare sull’hinterland milanese.

«In un’ottica più internazionale, pensiamo a Londra, l’operazione sarebbe fattibile. La mia amministrazione, come già fatto in passato, avanza la candidatura di Sesto per ospitare una funzione che creerebbe un grande indotto a tutta la città», annuncia il sindaco Roberto Di Stefano. Da subito il primo cittadino aveva tentato di cogliere l’occasione. Già in passato, infatti, l’ipotesi delle ex acciaierie era balzata agli onori della cronaca sportiva e non solo. «Avevamo incontrato la passata proprietà del club, con Marco Fassone, insieme alla società MilanoSesto, proprietaria delle aree Falck. Il Milan ha parlato di 200mila metri quadri: oggi come allora ci rendiamo disponibili a scegliere una localizzazione adatta a questa importante funzione – spiega Di Stefano -. Non parliamo più di una grande struttura che vive solo il sabato e la domenica. Uno stadio moderno può rivitalizzare tutta la città e, con le ex Falck in pieno sviluppo, saremmo dei folli a non cogliere questa occasione».

Un impianto sportivo, ricreativo e non solo che si aggiungerebbe alla riqualificazione già avviata delle aree dismesse, che per ora vede come certi il maxipolo ospedaliero formato dall’Istituto dei Tumori e dal Neurologico Besta, che meno di mese fa hanno ricevuto le aree bonificate da MilanoSesto, e il centro commerciale da realizzare sotto al capannone T5. «L’avvio della Città della Salute e della Ricerca sta muovendo tantissimo interesse da parte di potenziali investitori. Basti pensare al Gruppo Rotelli e al San Raffaele 2 – sottolinea il primo cittadino -. Del resto, parliamo di quasi un milione e mezzo di metri quadri di aree tutte da ripensare. Un foglio bianco da ridisegnare, che può ospitare funzioni di eccellenza».